BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

STRANE NOTIZIE/ Beve sangue come un vampiro, per il medico ha un disturbo della personalità

Si nutre del suo stesso sangue e di quello di vittime per due anni: ricoverato in clinica è seguito da uno psichiatra che ha indagato le cause di questo comportamento deviato 

Bela Lugosi nelle vesti di DraculaBela Lugosi nelle vesti di Dracula

Il mondo è bello perché è vario, dice il proverbio, anche perché non passa giorno in cui non salti fuori una notizia strana o perlomeno curiosa, capace di suscitare l'interesse, spesso morboso, della gente. Gli ingredienti topici che un fatto deve avere per attirare la curiosità sono gli stessi con i quali giocano spesso giocano furbi produttori di film pronti a sbancare il botteghino o autori dei libri privi di velleità letterarie ma in cima alle classifiche di vendita. Il binomio sangue-sesso, ultimamente, è stato sdoganato come vincente da saghe di ogni genere, dal momento che l'argomento “vampiro” sembra non passare mai di moda. E quando sul web è comparsa la notizia di un ragazzo che per due anni si è cibato di sangue umano, in molti non hanno resistito a cliccare i siti che la riportavano, per verificare o meno la veridicità della questione. Eppure, anche questa volta, gli amanti dei vampiri saranno dleusi, dal momento che il caso del giovane succhiasangue studiato dal dottor Vedat Sar, medico del Dipartimento di Psichiatria dell'università di Istanbul, ha ben poco di paranormale. Lo psichiatra riferisce infatti la strana vicenda di un paziente 23enne, ricoverato nella sua clinica perché affetto da una particolare “dipendenza da sangue” umano, che beveva dal suo stesso corpo o tentando di azzannare o accoltellare ignare vittime. La famiglia del ragazzo iniziò a pensare a una vera e propria dipendenza – aggravata peraltro dai ripetuti arresti per lesioni – anche se, sottolinea Sar, il bisogno di bere sangue è puramente mentale e non causato da una crisi d'astinenza vera e propria. La causa, quindi, di questo comportamento anomalo risiederebbe non in un'attitudine “vampiresca” del paziente, ma semplicemente in un vissuto decisamente complicato che egli ha alle spalle. Ben tre eventi luttuosi minarono l'equilibrio del 23enne (la morte della figlioletta, l'accoltellamento dello zio e l'aver assistito a un altro omicidio) e contribuendo, con l'emergere di un disturbo post-traumatico da shock, a trasformarlo in un vampiro nella pratica ma certamente non nella sostanza. Un vampiro da curare, quindi, con terapia e psicofarmaci, e non con picchetto e proiettili d'argento.

© Riproduzione Riservata.