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VINITALY/ A Verona il meglio dell'enologia italiana guarda al mercato cinese

Per la prima volta a Vinitaly una delegazione ufficiale della Cina, mercato enologico in forte espansione. MARCO GATTI ci presenta la rassegna veronese

Nella foto, la storica visita del presidente Giorgio Napolitano al Vinitaly di tre anni fa, dopo il pranzo con lo chef Piero Bertinotti del Pinocchio di Borgomanero Nella foto, la storica visita del presidente Giorgio Napolitano al Vinitaly di tre anni fa, dopo il pranzo con lo chef Piero Bertinotti del Pinocchio di Borgomanero

È un Vinitaly tutto da vivere quello che sta per andare in scena a Verona, dal 7 al 10 aprile. Ben 4.200 gli espositori, saranno presenti nei padiglioni di Veronafiere. Oltre 95mila i metri quadrati dell’area espositiva. Innumerevoli le curiosità di un appuntamento che si prepara ad ospitare oltre 140mila visitatori provenienti da tutto il mondo. Tra le novità, la partecipazione sempre più significativa e qualificata di esperti e operatori asiatici, tra cui spicca la presenza, per la prima volta nella storia della rassegna vinicola veronese, di una delegazione ufficiale del Ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese, paese target dell'export enologico internazionale, con i suoi 190 milioni di acquirenti online. «Vinitaly è una vera e propria piattaforma di business, promozione, comunicazione e relazioni a livello globale, un vero e proprio asset per l’intero Paese», sottolinea Ettore Riello, presidente di Veronafiere. «L’Italia – aggiunge – è un grande produttore di vino che continua a registrare risultati molto importanti con le sue circa 384mila imprese vitivinicole che generano un fatturato di oltre 10 miliardi di euro. Il 40% del fatturato della produzione vitivinicola italiana è generata dall'export, contro una media europea del 18%». Al di là dei numeri e del formidabile calendario di degustazioni e convegni (www.vinitaly.com), a rappresentare le maggiori attrattive della grande kermesse, la possibilità di conoscere produttori che durante l’anno è difficile incontrare. Tra questi, gli espositori di “Vivit-Vigne Vignaioli Terroir”, il “salone nel salone” che all’interno di Vinitaly, ospita le cantine che firmano vini biologici e biodinamici. Uno spazio che, come spiega il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani, «è la nostra risposta alla domanda di vini prodotti con metodi naturali, che stiamo verificando in crescita nel mondo, ma in particolare nei mercati del Nord Europa e negli Stati Uniti». Tra le altre curiosità, l’opportunità di gustare cibi e vini d’eccellenza, in eventi come “Ristorante d’autore” (1° Piano Palaexpo Ingresso A1 – prenotazioni: tel. 0458298728), l’appuntamento quotidiano con il gusto, con cui Veronafiere offre al grande pubblico la possibilità di gustare i vini migliori d’Italia, con i piatti di chef di fama internazionale come Piero Bertinotti del Pinocchio di Borgomanero, Massimo Spigaroli dell’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense, Enrico Bartolini del Devero di Cavenago e Fabio Baldassarre dell’Unico di Milano.