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RECORD SUICIDI/ Svelano il "padre" che ci manca

Pubblicazione:martedì 30 aprile 2013

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Non a caso oggi ci smarriamo continuamente nel mare dei sentimenti: proprio perchè manca la curiosità di scoprire il posto che il Costruttore ha assegnato a quella splendida pietra che è la mia vita. Così, perso ogni legame reale col Supremo Architetto, i legami affettivi si ingigantiscono e quelle che dovevano essere corde per attraversare in ferrata le montagne dell'esistenza diventano catene che appesantiscono il cammino e di cui, spesso, si perde anche il lucchetto. Ne emerge un quadro sconfortante in cui, al primo vacillare degli sguardi o dei progetti, il ricorso agli anti-depressivi sembra la via più sicura e normale, mentre - per chi intravede il vuoto che sta dietro tutto - si affaccia minacciosa l'ombra del nulla e la tentazione di consegnarsi spontaneamente al suo abbraccio mortale.

Quello che ci serve oggi non è anzitutto una nuova politica o una diversa strategia economica nè una crociata improvvida quanto sciocca contro la psicologia o gli psicofarmaci. Quello di cui oggi noi tutti abbiamo bisogno è un Padre. Non di quelli che ci inventiamo noi e che tiriamo fuori dai nostri idoli, ma un Padre che ci venga dato dal Cielo. Magari fastidioso, magari peccatore. Ma pur sempre nostro Padre. Custode di quello sguardo che nessuno di noi ha mai visto prima, ma che ognuno di noi attende per affrontare davvero le circostanze della vita.



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COMMENTI
30/04/2013 - Una consolazione che fa andare avanti. (claudia mazzola)

La cosa più bella che ho incontrato nella vita è la Madre Chiesa, mi da un conforto esagerato farne parte e quegli uomini consacrati al Padre mi fanno da testimoni del Cristo Risorto. Auguro a tutti di farsi abbracciare da questa meraviglia ed i brutti pensieri spariranno.

 
30/04/2013 - commento (francesco taddei)

la testimonianza della presenza, del bisogno e della bellezza del padre deve essere affidata alla chiesa, che deve farsi sentire con voce più fortee chiara. il cambiamento non può essere affidato alla politica, divisoria per definizione e laicista per vocazione. il cambiamento deve partire da noi stessi, la politica ne sarà una conseguenza. e ad ispirarci dovranno essere quelli che oggi sono Chiesa.