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LEGGE 40/ 1. C'è chi vuole rifilarci il falso diritto al figlio su misura

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La legge deve sancire che avere un figlio è un diritto? Perché la legge non garantisce allora che avere un figlio sano è un diritto? O che è un diritto non averlo più, quando non se ne abbia più voglia, o si ritenga che la sua vita non ha più un valore? La legge deve sancire l’uguaglianza tra le coppie. Dei diritti, appunto. Voglio il diritto di essere felice, di avere un marito che mi ama tutta la vita, e che la cattiva sorte non ci separi. Per legge?

Un figlio non è una casa, o un’automobile, o un posto di lavoro. Usate le parole che vi pare, resta sempre e comunque un dono, una sorpresa. Non a tutti è dato. E l’uguaglianza tra le persone non c’entra, perché non a tutti è garantita la salute piena fino a cento anni. Si può far di tutto per mantenerla, per prevenire le malattie. E si può e deve fare di più perché tutti gli uomini e le donne siano aiutati a prevenire e curare la sterilità. Se non è possibile, si possono educare le persone a cercare altre forme di maternità e paternità.

Inutile ricordare che di bambini bisognosi di una famiglia ce ne sono parecchi. Ma questi non sono “nostri” abbastanza; e qui si svela l’idea di fondo, parificare nei fatti un bambino a un oggetto da possedere. Oppure, non sono come li vogliamo davvero, e qui si scivola facilmente, pur negandone con orrore le abiezioni, nell’eugenetica. E’ nei fatti. In tutti i paesi dove la fecondazione eterologa è libera, ci si può scegliere spermatozoi e ovuli a piacimento, con cataloghi esaustivi sulle qualità fisiche e mentali dei donatori. Basta un giro su google per scovare decine e decine di siti, con tanto di foto, schede illustrative dettagliate. E in tutti i paesi dove la fecondazione eterologa è libera, è libera altrettanto la diagnosi prenatale, per scartare eventualmente gli embrioni in soprannumero o non sicuramente “sani” . Scegliete voi da che parte stare, che battaglia combattere, qualunque cosa decida la Corte, e temo che prima o poi ci porterà al passo coi paesi civili, appunto.

E’ nei fatti, il prender piede di una concezione di libertà che significa faccio quello voglio, e quello che voglio va garantito per legge. Guardo i miei figli, e non conosco il loro destino. So che per quanto li pensi e trepidi per loro ad ogni respiro, non sono affatto miei.