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Cronaca

LEGGE 40/ 1. C'è chi vuole rifilarci il falso diritto al figlio su misura

Il Tribunale Civile di Milano si rivolge ancora una volta alla Consulta per sollevare nuovi dubbi sulla legittimità costituzionale della legge 40. Il commento di MONICA MONDO 

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Ci risiamo. Parrebbe che l’urgenza di questo paese e dei suoi uomini e donne, dunque dei loro rappresentanti in politica e nella magistratura dovessero concentrarsi su una crisi mai vista in questo secolo, sull’emergenza del lavoro e delle nuove povertà. Invece quanti sforzi per ribaltare leggi e sentenze che riguardano i campi dell’etica e della bioetica, come se le piazze si riempissero di un’indignazione irrefrenabile per il divieto dei matrimoni omosessuali o della fecondazione eterologa.

Il ci risiamo riguarda proprio questo aspetto divisivo della famigerata legge 40. O benedetta legge 40, concepita con un concerto trasversale di competenze e intelligenze politiche e professionali, al fine di porre un argine agli abusi, riconoscendo che l’essere umano è una persona fin dai suoi inizi, cioè dal concepimento. E come persona, parrebbe ovvio, ha diritto alla vita e alla nascita in una famiglia con un papà e una mamma certi. Non è così ovvio. Perché il Tribunale civile di Milano ha provato di dare l’ennesima spallata non solo alla legge, ma all’antropologia che le sottende, ricorrendo alla Suprema Corte perché tale norma sarebbe incostituzionale, di più, lederebbe la possibilità di ogni coppia di avere una libera vita familiare.

Te la spiegano così, spronati dai ricorsi di coppie particolarmente agguerrite che, forti di altre legislazioni in Europa, e rifiutandosi, in questo giustamente, di ricorrere a operazioni dubbie in altri paesi, pagate oltretutto a gran prezzo, chiedono di poter adire alla fecondazione eterologa anche in Italia. Storia vecchia, perché è dalle sue origini che alla legge 40 arrivano bordate di natura prettamente ideologica. Te la spiegano così: diamo una possibilità alle coppie portatrici di una patologia grave, che solo col seme di un donatore possono ovviare alla sterilità. I cattolici sono riusciti nel referendum del 2007 con una campagna intimidatoria e mendace a non far raggiungere il quorum, e a relegare il nostro paese agli ultimi posti nella classifica dei paesi civili.

A parte che non si vede perché correr dietro al diritto della scienza di manipolare la vita dell’uomo sia segno di progresso e civiltà, è la solita storia: i cittadini sono liberi pensatori solo ed esclusivamente se non sono cattolici, e non ritengono che la loro fede abbia qualcosa da dire alla vita. Ma la questione è mal posta comunque, perché non riguarda affatto i cattolici o i fedeli di qualsivoglia religione. Dipende dalla concezione dell’uomo. La legge deve sancire il diritto all’autodeterminazione della coppia: ma la coppia è composta da due persone, manca un terzo elemento, che non viene preso in considerazione, il figlio. Non parla, non può scegliere se per lui sia la stessa cosa nascere con tre padri, o tre madri, di cui uno o due sconosciuti.