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Cronaca

LEGGE 40/ 2. Mirabelli: il "blitz" di Milano è l'ennesima invasione di campo dei giudici

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Lo stesso Tribunale di Milano aveva sollevato un’eccezione di legittimità costituzionale, il cui perno era una decisione della Corte europea secondo cui il divieto alla fecondazione eterologa contrastava con la Convenzione europea. Quella decisione era stata appellata alla Grande camera, la quale aveva modificato la decisione della Corte di Strasburgo e ritenuto che non ci fosse questo contrasto con la convenzione europea, perché la scelta austriaca rientrava nel margine di apprezzamento consentito ai singoli Stati.

 

E quindi?

La Corte costituzionale aveva restituito gli atti al Tribunale di Milano, in quanto era emersa una novità rispetto al momento in cui era stata sollevata la questione. L’invito della Consulta era stato a esaminare e valutare il significato della decisione della Grande camera di Strasburgo e ad applicarne l’indirizzo. Di fatto per la Corte europea non c’è violazione dei diritti fondamentali se non si ammette l’eterologa. Nonostante ciò il tribunale di Milano ha riproposto la questione alla Corte costituzionale.

 

Su quali basi lo fa?

Il tribunale di Milano si appella a vari elementi della giurisprudenza della Corte di Strasburgo, anche se non a quest’ultimo punto che ho citato, e si fa riferimento a vari passaggi della nostra Costituzione. Ma è un rilancio rispetto a una questione già precedentemente prospettata.

 

(Pietro Vernizzi)

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