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ABORTO/ Kermit Gosnell, il "macellaio di bambini" che smaschera Obama

Pubblicazione:mercoledì 1 maggio 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 1 maggio 2013, 11.55

Kermit Gosnell (www.lifenews.com) Kermit Gosnell (www.lifenews.com)

I primi a darne notizia sono stati USA Today e The Atlantic, dopo ci che vi è stato un susseguirsi di dichiarazioni da parte di altre testate mirate a difendere la propria imparzialità, con alcuni che criticavano i media conservatori di essere ipocriti e altri che sostenevano trattarsi di un crimine locale con poche conseguenze a livello nazionale. Nel frattempo, un gruppo su Twitter ha dato vita a “Rompiamo il blackout dei media su Gosnell” con migliaia di messaggi in simultanea con l’etichetta #Gosnell.

Come è stato notato da alcuni, sia sul fronte pro-choice che pro-life, molto al di là del singolo caso di Gosnell, un abortista criminale, ciò che è qui in discussione sono le politiche pubbliche. Innanzitutto, anche se il Presidente Obama ha dichiarato che l’aborto deve essere “sicuro, legale e raro”, in questo caso il controllo pubblico è mancato per un periodo molto lungo e queste situazioni terribili contraddicono proprio la giustificazione data all’aborto legale.

In secondo luogo, la questione dell’aborto oltre il termine (oltre le 20 settimane di gestazione) è tuttora in gioco. Il Governatore Andrew Cuomo è in favore di una proposta di legge dello stato di New York per estendere l’aborto oltre il termine per le donne la cui salute è a rischio e non solo per quelle la cui vita è in pericolo. Contemporaneamente, altri stati stanno invece rafforzando i limiti all’aborto, utilizzando l’ascolto del battito cardiaco del feto come limite alla possibilità di abortire.

Secondo i verbali, nel 2001 e 2002 in Illinois Obama votò contro la legge che proteggeva il bambino nato vivo (Born Alive Infant Protection Act). Tuttavia, nel 2002 una legge simile fu approvata dal Congresso e firmata dal Presidente George W. Bush, una legge che garantisce il bambino nato per il quale si riscontrino segni di vita come battito cardiaco, respiro o movimenti muscolari volontari.

A una domanda fatta da Timothy P. Carney, editorialista del Washington Examiner, la dottoressa Tracy Weitz, professore associato all’Università di California, San Francisco, ha risposto che la tecnica del dottor Gosnell non è la pratica standard per gli aborti oltre il termine. E ha dichiarato: “Se viene applicata una procedura che prevede la rottura del cranio, questo avviene normalmente quando il feto è ancora nell’utero, non quando è già venuto alla luce”. Questo avverrebbe a 24 settimane e se si dovesse seguire questa procedura, il feto prima verrebbe “eutanasizzato” con farmaci.



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