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SPARATORIA PALAZZO CHIGI/ Luigi Preiti e il giallo del cellulare intestato a un cingalese

Gli inquirenti hanno scoperto che Luigi Preiti, l’artefice della sparatoria di fronte a Palazzo Chigi, aveva con sé un telefono cellulare intestato ad un’altra persona

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Sempre più elementi controversi vanno ad aggiungersi alla vicenda della sparatoria di fronte a Palazzo Chigi. Gli inquirenti hanno scoperto che Luigi Preiti, (l’uomo che ha dichiarato di non voler uccidere nessuno e di volersi uccidere, ma che le telecamere hanno dimostrato come abbia sparato alla gola dei carabinieri e come non abbia fatto, in realtà, alcun gesto omicida), aveva con sé un telefono cellulare intestato ad un’altra persona, ad un cittadino cingalese. Dai tabulati è emerso che, dal momento dalla sua partenza da Gioia Tauro, non ha fatto chiamate. Tuttavia, nei giorni precedenti ne risultano parecchie, in particolare ai genitori e alla ex moglie. Non solo: dopo aver colpito e ferito gravemente il brigadiere Giuseppe Giangrande e il carabiniere scelto Francesco Negri, i suoi famigliari hanno iniziato a cercarlo proprio su quel numero di telefono. Il che significa che, pur essendo il cellulare intestato ad una altro, il numero era effettivamente il suo, quello che usava solitamente. Non è chiaro, dunque, il motivo dell’intestazione diversa. L’interrogativo che circola è se questa seconda persona possa avere o meno a che fare con l’attentato di fronte a Palazzo Chigi. Altro questione irrisolta, riguarda la sua borsa. I suoi famigliari hanno dichiarato che è uscito di casa a mani vuote, ma le telecamere della stazione di Gioia Tauro lo hanno ripreso con in mano una borsa. Ebbene, dove la teneva nascosta? Forse, qualcuno gliel’ha consegnata prima della partenza?

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