BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SANGUE INFETTO/ D'Ambrosio (Lidu): i malati sono migliaia, ma lo Stato non vuole risarcirli

Pubblicazione:

Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Si andava da un minimo di 380mila euro per i casi considerati meno “gravi”, fino ai deceduti per cui si poteva arrivare anche a un milione di euro. Le cifre comunque cambiavano in base alla gravità della patologia, ma è qui che entra in gioco il terzo aspetto del decreto che contestiamo duramente.

Di che si tratta?

 Con il nuovo decreto, il ministero ha sostanzialmente diviso i danneggiati in due categorie: da una parte ci sono gli emofilici e talassemici, rimasti nella categoria di coloro che possono percepire un minimo di 380mila euro di risarcimento, dall’altra ci sono invece gli “occasionali”.

Vale a dire?

Sono coloro che hanno contratto la malattie da fiale infette dopo aver fatto solamente una somministrazione, quindi non a seguito di lunghe e ripetute terapie. Insomma, per un motivo o per un altro il danneggiato è andato in ospedale e, in quell’unica occasione, gli è stato iniettato sangue o emoderivato infetto .

Quanto possono percepire questi “occasionali”, a differenza degli altri?

Il decreto divide la gravità della patologia in diverse categorie, in cui l’ottava è quella considerata meno grave, la prima è praticamente quasi il decesso. Il problema è che, anche nel caso in cui un emofilico e un “occasionale” vengono entrambi inseriti nell’ottava categoria dalla CMO, al momento della transazione il primo riceve 380mila euro (il minimo garantito) e il secondo solamente 27mila proprio perché è considerato occasionale. Il ministero ha quindi creato arbitrariamente queste categorie a suo piacimento, senza consultare nessuno, ma anche senza rendersi conto che il danno, dopo contagi di questo tipo, è uguale e gravissimo per tutti. Si tratta essenzialmente di un cavillo per far sì che la maggioranza dei danneggiati prenda alla fine solo pochi spiccioli. Noi ci siamo sempre battuti affinché tutti i danneggiati, a parità di danno, debbano ricevere lo stesso trattamento risarcitorio, in riferimento alla categoria assegnata dalla CMO.

Come crede si risolverà l’intera vicenda?

In molti hanno fatto ricorso al Tar e la risposta dovrebbe arrivare tra qualche mese. Resta il fatto che attualmente, a causa della prescrizione o delle categorie stabilite, ci sono tantissime persone gravemente malate che non riceveranno alcun rimborso oppure che prenderanno cifre irrisorie. E’ una vera beffa che non si giustifica in alcun modo: perché questa differenza di trattamento? il Ministero ci ha tenuto per anni in attesa, tra promesse e incontri andati a vuoto, ma alla fine non ha fatto altro che ingannarci.

 

(Claudio Perlini)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.