BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LA STORIA/ Cristina: tre figli e un marito senza lavoro, qualcuno ci ha salvati dalla fine

Pubblicazione:

InfoPhoto  InfoPhoto

Sì, tutto parte da questo, è qualcosa che nessun altro può fare al posto nostro, ma una volta che si dice “ho bisogno”, si innesca una sorta di catena per cui da una piccola cosa ne nascono tante grandi. Può essere difficile fare il primo passo, ma è necessario, perché accanto a noi, che magari nemmeno lo sappiamo, ci sono delle persone che sono attente a tutto, e non siamo mai lasciati da soli.

 

In effetti, oltre ai problemi economici, un risvolto della crisi è proprio questa solitudine in cui vivono le persone, che si sentono abbandonate a se stesse.
Io dico sempre di non disperare e di aprirsi agli altri, senza vergognarsi di quello che si è e che si vive, nemmeno della solitudine che si prova. Perché alla fine siamo tutti uguali e tutti vicini, perché al nostro fianco c'è sempre qualcuno che ci aiuta, ci prende la mano ed è pronto a tirarci su. Anche nel momento in cui ti senti solo, poi ti rendi conto che, se hai l'umiltà di aprire il tuo cuore, c'è un mondo di braccia spalancate per aiutarti.

 

Spesso, però, tutto fa credere che a chi ci sta vicino non importi un bel nulla di noi...
Questo è perché ci precludiamo le cose e pensiamo che anche se chiediamo una mano non cambierà nulla. E invece no, perché anche solo il fatto di poter dire la propria difficoltà, senza pretendere che gli altri ci risolvano i problemi, serve a non chiuderci in noi stessi. Poi le cose vengono da sé: non c'è niente da aver paura.

 

Una posizione un po' in controtendenza, in un momento nel quale la paura sul futuro è all'ordine del giorno.
In questo mi ha aiutato la fede: io sono sicura che Dio ascolti e sappia perfettamente quello di cui abbiamo bisogno e operi grandemente soprattutto nei momenti come questo, di grande sofferenza.

 

Dio salta fuori sempre quando ci sono i problemi, come una sorta di ultima spiaggia dei poveracci, ed è un po' “fuori moda” quando tutto va bene, non crede?
È normale: è quando capitano le cose brutte che si deve fare i conti con se stessi, ed è in questi momenti che si capisce che l'unica cosa da fare è affidarsi al Signore. Io dico che la sua risposta è la vicinanza delle persone che ci vogliono bene. Siamo poveracci perché ci affidiamo a Colui che molti chiamano il “cadavere sulla croce”? Pazienza, a me quel “cadaverino” dà la speranza, ogni giorno, e mi fa dare un senso a tutto questo dolore.

 

Quindi tutta la fatica sua e della sua famiglia non la reputa inutile? 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >