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Cronaca

LA STORIA/ Cristina: tre figli e un marito senza lavoro, qualcuno ci ha salvati dalla fine

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La sofferenza e il sacrificio fanno parte della vita, è inutile negarlo. È nella natura umana. Anzi, è proprio nei momenti in cui c'è questa sofferenza che abbiamo bisogno di persone a fianco che ci fanno vedere che il mondo, nonostante tutto, è anche bello. E le esperienze di dolore, vissute con uno “sguardo verso l'alto” hanno sempre un grandissimo potenziale di positività e insegnano molte cose.

 

In che senso?
Io ho imparato che l'aiuto arriva sempre, anche se non dalla mattina alla sera, come vorremmo noi, spinti da bisogni talmente urgenti. E quindi questo ci insegna anche ad avere pazienza e ci fa capire che, forse, il sistema sul quale abbiamo basato la nostra quotidianità e la nostra vita è da rivedere.

 

Forse viviamo in un contesto nel quale siamo bombardati di messaggi che ci inculcano nella testa falsi bisogni, senza la soddisfazione dei quali non ci possiamo ritenere felici.
Io credo che in realtà la felicità stia nell'amore che uno ha per la vita e per gli altri e non nelle cose che si hanno: ci sono persone che hanno tutto e sono tristi e sole. Il fatto di dover continuamente fare a noi stessi i conti in tasca, di mettere una moneta in fila all'altra, ci riporta all'essenziale, e a ridare sempre il giusto valore alle cose: vivo bene anche con solo due paia di scarpe e se non posso permettermi questo o quello. Spesso è un dispiacere per una madre dover dire di no ai propri figli, ma pur con fatica bisogna ritornare alle cose essenziali: al voler bene e al volersi bene.

 

In che modo lei “vuole bene”?
Vivendo serenamente le mie giornate e, piano piano, allenandomi nell'amore, guardando più alle cose positive che a quelle negative. Alla luce della mia piccola esperienza posso dire solo una cosa: io ho aperto il cuore al mondo e ho ricevuto moltissimo. L'individuo si fa nel rapporto con gli altri, ricevendo e dando, in una logica che spazza via egoismi e prevaricazioni.

 

Da quando è stata aiutata cosa è cambiato per lei?
Riesco ad aiutare meglio a mia volta. Ho scoperto che il dono che ho io, un altro non lo ha e viceversa, e dovremmo vivere tutti - mi piace sempre fare questo paragone – collaborando come se fossimo una grande orchestra, nella quale se ognuno suona lo strumento per cui è più portato viene fuori una bellissima sinfonia.

 

(Maddalena Boschetto)

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