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Cronaca

VANESSA SCIALFA/ Francesco Lo Presti è un lucido assassino o malato? E sul vero movente è mistero

Quarto Grado torna ad occuparsi del caso di Vanessa Scialfa, la ragazza di Enna uccisa in un raptus di gelosia dal fidanzato. Ma Francesco è lucido o malato di mente? E il movente è questo?

Salvo Sottile (Infophoto)Salvo Sottile (Infophoto)

Vanessa Scialfa aveva solo vent'anni quando il fidanzato Francesco Lo Presti l'ha ammazzata, avvolta in un lenzuolo e buttata giù da un cavalcavia. Quarto Grado, nella puntata andata in onda ieri, torna a occuparsi del caso in modo approfondito. Il servizio con cui si introduce l'argomento in trasmissione, si apre con un filmato e alcune interviste a chi conosceva Vanessa per meglio introdurne la figura al pubblico da casa, descritta da una sua grande amica come una ragazza solare, con "un sorriso che ti avvolgeva, anche se non ti abbracciava". Una semplice ragazza, una barista di Enna, che si innamora di un ragazzo con un matrimonio fallito alle spalle, un avventore del bar che la riempie di attenzioni e - alla fine - anche se lei è all'epoca dei fatti già fidanzata, riesce a sedurla. La convivenza è il passo successivo, ma questo diventa il primo passo di una "prigionia" fatta di gelosia. Francesco e Vanessa diventano inseparabili, lui la pedina, in modo ossessivo, tanto da farle lasciare il lavoro. E - dopo solo tre mesi di convivenza - per un nome di un ex fidanzato sussurrato durante un amplesso amoroso, si scatena una reazione bestiale di Francesco. Per gli avvocati della difesa l'uomo sarebbe stato incapace di intendere e di volere e proprio in questi giorni ci sarà l'incidente probatorio, in cui l'accusa vorrà dimostrare la lucidità dell'uomo che l'ha picchiata, e strangolata con il cavo di un DVD, prima di finirla con un fazzoletto imbevuto di candeggina premuto con folle violenza sulla bocca. Cinque minuti, fino a che la candeggina corrode l'ultimo respiro di Vanessa. Le unghie sono violacee (dichiarerà l'assassino) e la vita non c'è più. A questo punto Vanessa viene avvolta in una coperta, la carica in macchina, e dopo un lungo girovagare, la getta oltre il guard-rail di una strada statale. Ora la lotta si trasferisce nei tribunali, con due tesi contrapposte sulla sanità mentale dell'assassino. Sano di mente, o disturbato? Il criminologo Massimo Picozzi, medico e psichiatra ospite fisso in studio, suggerisce di non saltare a conclusioni affrettate sulla lucidità dell'assassino e che molto probabilmente il giudice stabilirà la necessità di una perizia psichiatrica. I genitori della ragazza sono collegati da casa e la mamma racconta come nei giorni in cui Vanessa era scomparsa, Francesco la chiamava tranquillizzandola che l'avrebbe riportata a casa e racconta come il rapporto dell'uomo con la figlia fosse segnato da bugie e litigi, ma sottolinea come non avesse purtroppo mai notato nessuna forma di violenza tra i due, che convivevano da soli tre mesi.