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Cronaca

UCCISI A PICCONATE/ Una legge perfetta ci avrebbe salvato dall’"uomo nero"?

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Abbiamo il diritto di avere leggi serie che contemplino l’accoglienza e il rispetto delle regole, che vengano scrupolosamente osservate e fatte scrupolosamente osservare. Abbiamo il diritto di sapere se un immigrato è malato di mente, e  potenzialmente pericoloso, se è un serial killer, uno stupratore abituale, un ladro. Abbiamo il diritto di controllare, e il dovere, così come avviene o dovrebbe avvenire per qualsiasi cittadino italiano. 

Non abbiamo il diritto, davanti all’imponderabile, ad una crudeltà ferina che piomba come un cataclisma, di buttarla in politica, di lucrare sul dolore, agitando le piazze reali o virtuali, a caccia di consensi. Per egoismo razzista, o per un buonismo irresponsabile funzionale alle campagne elettorali, a tenere insieme partiti dilaniati, a lisciare il pelo a una base scalmanata ma utile all’occorrenza. Poi, è durissima da ammettere, ma tocca ancora una volta dirlo, quando nessuno più lo dice: nessun uomo è buono in sé. E non tutti gli uomini malvagi o malati di mente sono tali per colpa delle condizioni, della società. C’è chi sceglie il male, chi lo fa inconsciamente. Gli uni e gli altri vanno fermati. Così come si deve fermare la forza devastante della natura, o prevenire gli accidenti tragici che procurano morte. Per quanto è possibile. Sapendo che non sempre è possibile. 

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