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COPPIE GAY/ La sfida dei "Veilleurs" contro l’ideologia di Hollande

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I "leader" del gruppo, Axel, Alix, Madeleine e alcuni altri, declinano ogni richiesta di intervista dei giornalisti ("Venite e vedete", rispondono ogni volta) e si rifiutano di elaborare piani per il futuro: non considerandosi proprietari di questo risveglio di un popolo, sanno che potrebbe espandersi, prendere altre forme, o finire come è nato. A loro importa il presente e la possibilità di dire "io". Di fronte a un potere cieco e sordo, che ha scelto di ignorare e non ascoltare chi chiedeva un dibattito sull’argomento della legge, rispondono con l’unica cosa che non si può eliminare del tutto: la loro presenza, il loro corpo, il loro essere.

"Noi non siamo degli indignati" ha scritto il filosofo Fabrice Hadjadj in un messaggio letto nell’ultima Veglia "ma degli stupiti, meravigliati. Le nostre manifestazioni non sono fatte da corporazioni, ma dai nostri corpi di uomini e donne: rendiamo una testimonianza corporale a un dato naturale, e questo è insopportabile a quelli che leggono tutto in termini di rapporto di forza".

In questo i Veilleurs, qualsiasi sarà il loro esito, rappresentano una speranza per tutta la nazione e il continente, che vede alzarsi una gioventù curiosa, ragionevole e determinata, decisa ad imparare, a ragionare e agire in coscienza, senza lasciarsi dettare dal potere, di destra o di sinistra che sia, quello che devono pensare.

 

(Chrysalide)



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