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J'ACCUSE/ Sbai: per Boccassini il reato è più grave se Ruby è marocchina?

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Io so solo che di marocchine, orientali, mediorientali, italiane e chi più ne ha più ne metta ne vedo a centinaia ogni settimana e di certo non sono furbe, visto che cadono sotto le botte e gli sgozzamenti di mariti o compagni che le segregano e le uccidono. Eppure nessuna telecamera viene a riprendere i tour de force che si tengono in quelle aule. Aule vuote, fredde, desolatamente abbandonate. O magari ai processi per lo sfruttamento delle ragazze minorenni che sulle strade subiscono l’inferno della schiavitù sessuale, ma che non fanno notizia anche se la loro presenza inonda le strade di parecchie città d’Italia.

I pm che sono impegnati nei processi di violenza e di omicidio contro le donne, marocchine e non, ai quali va tutta la mia riconoscenza per la bravura e la sensibilità, non vanno a scavare nel profondo di una appartenenza geografica o di una nazionalità. Perché non ce n’è bisogno. Perché un reato è un reato a prescindere dalla nazionalità e questo lo sanno bene coloro che si strappano le vesti quando uno straniero che delinque viene accompagnato dalla specifica della sua nazionalità. Gli stessi che oggi tacciono. Stranamente e clamorosamente, direi. Come tacciono quando le donne vengono massacrate ogni giorno. Eppure spesso sono marocchine, ma nessuno si sogna di fare della loro nazionalità un vessillo della battaglia contro le orrende attenuanti culturali o contro una violenza che le prende sempre più di mira.

Fare parte di un popolo o venire da un certo Paese non è sinonimo di un bel niente, ma solo un dettaglio. Importante, ma un dettaglio, che non caratterizza proprio nulla. Quanto volte ho sentito queste parole sulla bocca di personaggi, anche molto noti, che fanno della battaglia sul razzismo la propria ragione di vita. Ma oggi niente di niente. Un silenzio che stride profondamente con il clamore che la vicenda ha suscitato nei media arabi e marocchini in particolare, che danno la notizia in prima pagina. E questo, per il nostro Paese, l’Italia, non è certo un vanto.

Mi chiedo, a questo punto: è forse più importante un imputato da condannare di una cultura o una provenienza accostate impropriamente a circostanze poco piacevoli? Questa vicenda, nella sua pesante connotazione etnico-culturale, altro non ha fatto se non rendere chiaro come alle esigenze della costruzione di una tesi accusatoria ogni strumento concettuale possa essere utile. Anche se trascina nell’agone una cultura che niente ha a che fare con i fatti in oggetto. Ma certe culture occorrerebbe conoscerle prima di utilizzarne accezioni improprie. Come occorrerebbe conoscere la fine che fanno molte donne di quella presunta cultura”. Sgozzate, massacrate, segregate, umiliate, velate a forza, scomparse. Nel nostro Paese. Oppure seppellite nel giardino di casa dopo essere state uccise. Sicuramente per colpa della loro furbizia.

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COMMENTI
14/05/2013 - 6 minuti sarebbero stati sufficienti.. (paolo andreozzi)

La requisitoria della Bocassini è durata 6 ore, nel corso delle quali è incorsa, pare, in due infortuni: "la furbizia orientale" e "condannatela". L'articolista ammetterà che il rischio di dire delle improprietà nell'arco di una giornata era quantomeno elevato. Certo, se in luogo di "furbizia orientale" il PM avesse fatto riferimento alla "furbizia femminile", avremmo avuto da discutere per una settimana...

 
14/05/2013 - Sbai guarda la pagliuzza e ignora la trave (Giuseppe Crippa)

La signora Sbai si preoccupa del fatto che il pubblico ministero Boccassini abbia impropriamente – per ragioni geografiche - accostato una cultura (che nell’immaginario collettivo italiano è e resta sinonimo di furbizia) a circostanze poco piacevoli? Legittimo, ma altrettanto legittimo è considerare in modo negativo il fatto che una deputata si impegni a scrivere un articolo di due pagine per stigmatizzare quello che resta semplicemente un giudizio neppure particolarmente negativo (furba) indipendentemente dalla provenienza geografica della signora Karima El Mahroug e soprattutto che sottolinei, degli efferati delitti che cita, non tanto il fatto che gli autori siano in massima parte extracomunitari, quanto il fatto che i delitti siano avvenuti in Italia dimenticando che se l’Italia fosse stata meno “ospitale”, questi delitti non sarebbero avvenuti qui.