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BIMBI MALTRATTATI/ A che vale essere maestre, senza quel poco d'amore che è tutto?

Pubblicazione:giovedì 16 maggio 2013

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Onore alle forze di polizia, che hanno prestato fede ai sospetti, alle accuse, e sventato un malcostume delinquenziale e offensivo. Alla maestra che umiliava i bambini, e alla preside che la copriva, chissà perché, lo scopriremo (familismo? Ricatti? Stupidità? Non è possibile pensare che ne condividesse i metodi educativi), toccherebbe leggere tutti i giorni quelle parole evangeliche, che attestano la preferenza per i più piccoli, e la condanna durissima di chiunque faccia loro del male. Anche laicamente, è la preferenza per l’essere, per il futuro.



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COMMENTI
16/05/2013 - fuori controllo (Anna Di Gennaro)

Perchè devono accadere fatti e misfatti simili per allertare chi ha il dovere di pre-occuparsi della salute, di tutti, a scuola? Il 9 dicembre 2009 veniva pubblicato un mio articoletto dal titolo significativo "Ma chi ha controllato quel nido?" nel quale commentavo l'analoga vicenda accaduta presso l'asilo Cip e Ciop in provincia di Pistoia. Ministri e Sottosegretari si pre-occupano di tutto fuorchè di monitorare la salute mentale di chi lavora a stretto contatto con i bambini. La professione docente è anche logorante: gli studi scientifici comparativi lo hanno dimostrato chiaramente e in Francia sono già corsi ai ripari attivando equipe di controllo periodico, da anni. In Italia a chi spetta il delicato compito? Questo non mi compete. Scelte politiche oculate e non scellerate dimostreranno se davvero lo Stato utilizzerà risorse umane per tutelare i piccoli cittadini di un Paese in declino, invecchiato e privo del buonsenso del Bene comune di cui tutti si riempiono la bocca... Il grido di dolore del bell'articolo odierno non resti inascoltato anche questa volta!