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ARTIGIANO SUICIDA/ Colpa di Grillo o della nostra cattiva speranza?

A Savona un imprenditore si è suicidato dandosi fuoco. Era lo stesso che all’indomani della vittoria elettorale di Grillo, gli chiese aiuto andando a casa sua. FEDERICO PICHETTO

Beppe Grillo (InfoPhoto) Beppe Grillo (InfoPhoto)

L’effetto boomerang è arrivato. Dopo mesi che dalle piazze di tutta Italia Beppe Grillo inneggia all’azzeramento della politica tradizionale per poter non solo rivoluzionare il concetto di democrazia, ma anche per dare risposte serie e concrete alla crisi economica, il suicidio di un imprenditore savonese che proprio a Grillo, all’homo novus, si era rivolto per risolvere i problemi finanziari che lo attanagliavano, riporta il fondatore del Movimento 5 Stelle, e i retorici della crisi, con i piedi per terra. 

Non si tratta di seguire il gioco dei grillini e, quindi, di individuare in chi non ha saputo ascoltare il quarantasettenne imprenditore il colpevole del folle gesto di autolesionismo, né di gongolare perché, appunto come un boomerang, le parole del comico genovese adesso calzerebbero perfettamente per se stesso, ma di cogliere in questa nuova tragedia l’ennesimo segno della realtà che ci parla e che ci educa. Infatti l’imprenditore di Savona non è morto per colpa della politica, vecchia o nuova che sia, ma è morto per un gesto di disperazione dettato dal fatto di non aver incontrato nessuno capace di accogliere tutto il peso della sua sofferenza. 

Lo scopo che il Movimento 5 Stelle, e molto del dibattito attuale, assegna alla politica è paragonabile solo al compito di una religione: guardare con verità e rispondere seriamente alle domande ultime dell’uomo. La politica questo non lo può fare, non lo sa fare. E non perché i politici italiani siano ladri, corrotti, generati da un sistema clientelare, ma perché quel tipo di sguardo sulla miseria e sulla disperazione non è il compito della politica. Il dramma del nostro tempo non è avere poche domande, ma porre le domande giuste ai legami sbagliati. Per questo la situazione è più seria di quello che sembra. 

L’opera atroce che i media stanno intraprendendo a tutti i livelli nel nostro paese, come nel resto del mondo, è infatti quella di indicarci di volta in volta i soggetti cui dobbiamo porre le nostre domande. Così, per il sistema, la domanda di affetto va posta al legame di coppia (etero, gay o lesbo che sia), la domanda di verità va posta al mondo dell’informazione, la domanda di giustizia va posta alla politica e la domanda di pienezza, infine, va rivolta alla posizione lavorativa che si occupa o che si vorrebbe occupare. In questo modo si riduce il desiderio stesso dell’uomo, che è infinito e che non riesce ad accontentarsi a lungo delle strutture codificate in cui l’inner circle mediatico vorrebbe irreggimentarci in una sorta di apatia collettiva. 


COMMENTI
18/05/2013 - meno bocche da sfamare (Yapi Cyriaque Deki)

I politici non faranno nulla per fermare questa ondata di suicidi forse per avere meno stomaci da sfamare.Immaginiamo se non ci fossero state le guerre, quanta gente sarebbe in vita a vivere la crisi con noi.La politica ha fatto più vittime delle catastrofe naturali da quando Dio ha creato l'uomo.I politici hanno sempre aiutato il povero a rimanere tale o a peggiorare e il ricco a migliorare,altrimenti non si spiegherebbe il declino della maggior parte dell'umanità dopo cosi tanti secoli di risorse sfruttate. Non è per niente che il 25% del popolo italiano ha scelto il M5S. Nella fiducia ormai persa in chi è nato e morirà in politica, non c'è da meravigliarsi se qualcuno per la speranza, sterza altrove.Ben venga Grillo per scuotere le coscienze!!