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GIORNATA MOVIMENTI/ Paul Bhatti (Pakistan): la fede in Dio mi ha salvato dall'odio

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E’ incentrato principalmente sui maggiori problemi del Pakistan. Le mie parole descrivono l'odio che si è generato ed espresso nel nome della religione, in maniera particolare attraverso il fanatismo, il terrorismo e l’estremismo che hanno colpito la nostra comunità. Mio fratello, grazie alla fede, l'ha difesa senza aver mai avuto paura di niente e di nessuno e grazie alla fede ha potuto amare le minoranze e i perseguitati, in particolare quelli cristiani. Desidero quindi parlare anche della mia scelta e convinzione nel seguire questa via, dove la fede è capace di spazzare via anche la paura di morire.

 

Che significato ha questa Giornata per la comunità cristiana del Pakistan?

E' un evento che significa moltissimo, dalla testimonianza del Vangelo fino al messaggio dell’attuale Pontefice, anche lui vicino a tutti coloro che soffrono. Questo dimostra che la Chiesa, insieme a tutti i suoi collaboratori, può trasmettere in tutto il mondo il messaggio di Gesù Cristo, la pace in ogni luogo della Terra.

 

Cosa significa appartenere a una comunità cristiana in Pakistan?

Ci sono persone, islamiche e musulmane, che considerano il cristiano del Pakistan diversamente da quello di un qualsiasi altro luogo. In questo Paese ci sono tanti cristiani che vivono nel terrore, che vedono la morte ogni giorno e che subiscono continue umiliazioni: tutti loro sanno bene che potrebbero avere una vita molto più semplice solamente cambiando religione, eppure scelgono di continuare a confidare nella fede, dimostrando un grandissimo coraggio. C’è un appello in particolare che vorrei lanciare oggi al popolo cristiano e al mondo intero: pregate affinché anche in Pakistan possa arrivare la pace. Pregate affinché non vi siano più vittime innocenti, non solo cristiane, ma di tutte le religioni.

 

(Claudio Perlini)

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