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GIORNATA MOVIMENTI/ Così la Resurrezione entra nel mondo

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Papa Francesco (InfoPhoto)  Papa Francesco (InfoPhoto)

Ora, è proprio una tale percezione che a molti appare intollerabile. Il non aver ridotto la religione ad una delle tante pratiche culturali, ma l’averla rivendicata come verità storica costituisce la vera provocazione, quella che la società secolare non può accettare senza interrogarsi su sé stessa. Risiede qui, per la mentalità secolare, il più insopportabile degli integralismi e quindi è proprio questo il livello di sfida che i movimenti si trovano dinanzi.

Vivere la fede nella storia costituisce sempre una sfida. Ovviamente ogni esperienza religiosa si espone a dei rischi ed i movimenti religiosi non costituiscono affatto un’eccezione. Il primo è proprio quello di perdere la dinamicità caratteristica del movimento per concretizzarsi in una struttura burocratico-razionale. Ciò consentirebbe grandi vantaggi sul piano tecnico ed operativo, ma comporterebbe una trasformazione irricuperabile della dinamicità e dell’immediatezza, compromettendo la principale attrattiva che fa dei movimenti una forma di presenza e di appartenenza particolare. 

Un secondo rischio è quello della “secolarizzazione interna”, intesa qui come una ricaduta nell’umano ordinario, al punto tale che questo imprigiona l’aspirazione al vero e blocca il desiderio del cuore che sono, l’uno e l’altro, il vero motore che anima la vita di queste moderne “compagnie di credenti”. Aspirazione al vero e desiderio del cuore sono invece garantiti dalle costanti ricapitolazioni, dai continui ritorni alla radice essenziale, realizzati dai costanti e continui momenti di meditazione e di preghiera. Senza quest’intensa attività spirituale, che i movimenti attivano e che spesso resta ignota al grande pubblico, la riduzione a semplice associazione secolare sarebbe inevitabile. 

Tuttavia, tanto il primo quanto il secondo rischio sono gli stessi che corre la Chiesa in quanto tale. Non è a caso che tanto i rischi di un'evoluzione in senso burocratico quanto quelli del riflusso del desiderio originario nell'amministrazione ordinaria del quotidiano siano stati al centro delle osservazioni critiche che Papa Francesco ha formulato fin dagli inizi del suo pontificato. Per tale strada questo pontefice sta riportando alla luce la matrice originaria dalla quale si rifonda costantemente la Chiesa: una matrice che i movimenti non cessano di recuperare e di ricollocare al centro. Da qui l'evidenza di una corrispondenza sostanziale e, almeno da questo punto di vista, di una consegna inevitabile, da questo pontefice alle compagnie degli entusiasti della resurrezione.



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