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AGENDA ROSSA/ L'esperto: il video è la prova del patto tra mafia e servizi segreti

Agende Rosse, ormai un simbolo (Foto: Infophoto) Agende Rosse, ormai un simbolo (Foto: Infophoto)

Probabilmente non faceva parte del gruppo mafioso che ha organizzato materialmente l'uccisione di Borsellino, ma dal momento che la scomparsa di documenti importanti dopo gli attentati è una prassi e una costante che ritorna sempre, è verosimile pensare che appartenesse a dei servizi d'intelligence, fosse informato dei fatti e attendesse il momento propizio per agire. 

Sono oltre due decenni che si parla di questa famosa agenda. Ma è davvero così importante? E se invece Borsellino ci avesse scritto semplicemente le sue riflessioni?
Lei sue sono ipotesi, i fatti invece parlano chiaro: le testimonianze dicono che, dalla morte di Falcone, Borsellino custodiva ancora più gelosamente la sua agenda sulla quale, come dice lei, annotava le sue riflessioni. Ebbene, queste riflessioni cosa l'avevano portato a capire? 

Che c'era in ballo la tanto discussa trattativa Stato-mafia?
Dire che lo Stato trattasse con la mafia non è corretto, giusto è dire che ci fosse una trattativa tra la mafia – che nei vari attentati rappresentava la logistica – e una parte dello Stato, nella quale erano coinvolti anche i servizi segreti.


(Maddalena Boschetto)

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