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CONCERTONE PRIMO MAGGIO/ Il rito blasfemo e radical chic che col lavoro non c'entra niente

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Ci spieghino se sono gli artisti a pagare per esibirsi o vengono pure pagati, e quanto. Ce lo spieghi Bonanni, segretario di un sindacato, la Cisl, con una storia alle spalle che si richiama ai valori cattolici, alla dottrina della Chiesa. Cos’ha pensato, segretario, quando ha visto saltellare sul palco quel guitto con la chierica da francescano? Che fosse un omaggio al papa argentino? Quando ha sollevato al pubblico, occhi al cielo e capo incappucciato un preservativo, recitando “prendete e usatelo tutti…”? Ha provato il brivido della blasfemia? Ha chinato la testa, turbato, davanti allo sguardo severo dei santi che svettano sul Laterano?

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COMMENTI
04/05/2013 - esserci o non esserci (luisella martin)

Io per fortuna non c'ero e non ho visto il programma tv che lo mandava in onda. Ero impegnata a cercare notizie relative ad un massacro di crocerossine in provincia di Cuneo per la mia autobiografia. Niente! Dopo aver appreso, attraverso internet, di molti fatti, come l'eccidio di Boves, successivi all'8 settembre, oggi, cliccando Google, mi sono imbattuta in un articolo di Pansa sul 25 aprile che spiega perché questa data non è una festa di tutti. Pare che, terminata la guerra, la resistenza si sia divisa, quella comunista da una parte e quella cattolica dall'altra. Probabilmente le crocerossine furono uccise dai partigiani e non dai tedeschi e questo fatto, secondo quella sinistra comunista, si doveva tenere nascosto, perché vergognoso. Mi convinco sempre più che tocca agli sciocchi "esserci", nello sventolare preservativi, mentre sono i malvagi a "non esserci", quando si racconta la verità.