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Cronaca

ASSEMBLEA CEI/ La prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco

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La Chiesa è una storia d’amore

 

 Fuori dallo sguardo di fede, non è possibile comprendere nulla del mistero della Chiesa, e ogni lettura distorce perché mondana. Ciò non deriva da qualche strategia oscura, non esiste nessun arcano: si tratta della straordinaria semplicità di Dio che sfugge alle complicazioni divisive degli uomini, e che fa della Chiesa il luogo dove Dio e l’uomo s’incontrano e insieme scrivono il cammino. Ecco perché – come da subito ha affermato Papa Francesco – la “Chiesa non è una ONG. È una storia d’amore” (Omelia a Santa Marta, 24.4.2013). Una storia d’amore tra Dio e gli uomini! È proprio questo sguardo soprannaturale sulla Chiesa-mistero – già affermato dal Concilio Vaticano II – che il Santo Padre ha richiamato con insistenza a tutti, quasi volesse tradurre con parole attuali la suggestiva immagine di Sant’Ambrogio sulla Chiesa come “misterium lunae”. Essa rimanda non a se stessa, né tanto meno in prima istanza alla capacità organizzativa degli uomini, ma a Cristo, il vero sole che illumina e si riflette sul volto della luna, la Chiesa. In altri termini, non si capisce la Chiesa se non si guarda a Cristo: qui sta il cuore pulsante e luminoso del suo essere “mistero”, cioè “sacramento”, luogo d’incontro tra Dio e l’uomo: “Ma cos’è questa Chiesa – insiste il Santo Padre – Questa nostra Chiesa, perché sembra che non sia un’impresa umana (…). La Chiesa incomincia là, nel cuore del Padre (…). Il Padre ha avuto amore, e ha cominciato questa storia d’amore, questa storia d’amore tanto lunga nei tempi e che non è ancora finita (…). Noi, donne e uomini di Chiesa, siamo in mezzo ad una storia d’amore: ognuno di noi è un anello in questa catena d’amore. E se non capiamo questo, non capiamo nulla di che cosa sia la Chiesa (…). E quando la Chiesa vuol vantarsi della sua quantità e fa delle organizzazioni, e fa uffici e diventa un po’ burocratica, la Chiesa perde la sua principale sostanza e corre il pericolo di trasformarsi in una ONG. Ma la Chiesa non è una ONG. È una storia d’amore (…). La Chiesa è Madre, e noi siamo in mezzo ad una storia d’amore che va avanti con la forza dello Spirito Santo. E noi, tutti insieme, siamo una famiglia nella Chiesa che è nostra Madre” (ib). Viene in mente quanto Benedetto XVI disse in Germania parlando delle strutture della Chiesa: “Ma dietro le strutture vi si trova anche la relativa forza spirituale? Sinceramente dobbiamo dire che c’è un’eccedenza delle strutture rispetto allo Spirito” (Incontro con il Consiglio del Comitato Centrale, Germania, 24.9.2011).  Con umiltà e gratitudine dobbiamo costatare che, nonostante limiti e ombre, anche gli uomini contemporanei guardano alla Chiesa con rinnovato interesse e  fiducia; ne è segno concreto anche la crescente partecipazione al sacramento della riconciliazione. Sempre a proposito della Chiesa, Papa Francesco si chiede: “Come cresce la Chiesa? (…) La Chiesa non cresce con la forza umana (…). Gesù l’ha detto semplicemente: come il seme della senape, cresce come il lievito nella farina, senza rumore” (Omelia cit., 24.3.2013).     

 

      Cari Confratelli, l’inizio del Pontificato ci invita a ritornare sulla bellezza e sul mistero della Chiesa nella luce della grande contemplazione del Concilio Vaticano II, e con la stessa passione che scaldava il cuore dei Padri conciliari: “L’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio. Una simpatia immensa lo ha tutto pervaso. La scoperta dei bisogni umani (…) ha assorbito l’attenzione del nostro Sinodo. Dategli merito di questo almeno, voi umanisti moderni, rinunciatari della trascendenza delle cose supreme, e riconoscerete il nostro nuovo umanesimo: anche noi, noi più di tutti, siamo cultori dell’uomo” (Paolo VI, Discorso di chiusura del Concilio Vaticano II, 7.12.1965). è una contemplazione grata e gioiosa, ma anche motivo per rinnovare la fiducia, rinvigorire il coraggio, confermare la nostra  responsabilità di Pastori per prendere il largo, per uscire dai piccoli porti e “osare il Vangelo” sospinti dallo zelo missionario. Vengono alla mente alcune parole di E. Mounier: parlando del cristiano, lo esorta affinché “metta la vela grande dell’albero di maestra, e (…) salpi verso la stella più lontana senza badare alla notte che l’avvolge” (L’avventura cristiana). Queste parole le sentiamo nostre, consapevoli che la primissima forma di questo prendere il largo è la nostra santità. È questo il volto decisivo di quella “carità pastorale” che caratterizza la nostra vocazione e missione: a questa “misura alta della vita cristiana ordinaria” (Giovanni Paolo II, Novo millennio ineunte, 31) il popolo di Dio non deve rinunciare mai, tanto meno noi Pastori.

 

Una Chiesa che fa vedere la fede

 

    Nel decennio scorso, gli Orientamenti pastorali ci hanno sospinti ad “Annunciare il Vangelo in un mondo che cambia”. Oggi, il Papa conferma questa nostra attenzione missionaria che ora stiamo vivendo in ottica educativa: “Tra i compiti affidati dal Maestro alla Chiesa c’è la cura del bene delle persone, nella prospettiva di un umanesimo integrale e trascendente (…). Anima dell’educazione, come dell’intera vita, può essere solo una speranza affidabile. La sua sorgente è Cristo risuscitato da morte” (CEI,Educare alla vita buona del Vangelo, n. 5). È l’annuncio di Gesù il perno e lo scopo della vita e della missione della Chiesa, come ha riaffermato anche il recente Sinodo Generale Ordinario sulla nuova evangelizzazione. Ed è sempre Lui il centro attorno a cui stiamo costruendo il prossimo Convegno Ecclesiale della Chiesa italiana a Firenze nel 2015: Lui, il suo mistero con le implicazioni umanistiche ed educative che vorremmo offrire alle comunità ecclesiali, ma anche alla società intera. Il primato di Dio nella vita dei cristiani deve risplendere nella sua bellezza, consapevoli che il Maestro ci ha inviati nel mondo per condividere “ciò che abbiamo di più prezioso: non sono le nostre opere o le nostre organizzazioni, no! Quello che abbiamo di più prezioso è Cristo e il suo Vangelo” (Papa Francesco,Omelia, 12.5.2013).