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ASSEMBLEA CEI/ La prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco

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La cultura della vita ci fa allargare lo sguardo sul resto del mondo dove non possiamo tacere le precarie situazioni in cui vivono fratelli e popoli a causa di calamità o conflitti. Così come non possiamo dimenticare le continue, gravi violazioni dei diritti umani in molte parti del pianeta. Ci riferiamo innanzitutto alla continua persecuzione contro i cristiani: prosegue inarrestabile sotto lo sguardo distratto dell’Occidente in Pakistan, dove Asia Bibi è segregata in carcere da 1.400 giorni per il solo fatto di essere cristiana; e poi in Nigeria e altrove. Nel firmamento dei Santi, recentemente si sono accese le ottocento luci dei martiri di Otranto, grazia attesa per tutta la Chiesa in Italia. Così si esprimeva il Santo Padre: “Mentre veneriamo i Martiri di Otranto, chiediamo a Dio di sostenere tanti cristiani che, proprio in questi tempi e in tante parti del mondo, ancora soffrono violenze, e dia loro il coraggio della fedeltà e di rispondere al male col bene” (Omelia, 12.5.2013).

Esprimiamo altresì la nostra fraterna vicinanza ai due Vescovi ortodossi in mano ai ribelli in Siria, dove anche risulta disperso un giornalista de La Stampa: mentre assicuriamo la nostra preghiera, auspichiamo che possano ritornare subito in libertà e che la situazione del Paese trovi presto la soluzione più giusta ed equa. Invochiamo pure il dono della pace nei Paesi del Maghreb, della Somalia e del Sahel, dove i conflitti sono aggravati dalla siccità e dalla carestia. L’organizzazione internazionale della FAO recentemente ha rivelato che nel Sahel nello scorso anno 260.000 persone sono morte di stenti, e la metà erano bambini. Com’è noto, nuovi focolai di instabilità si sono accesi nel pianeta: se da una parte non si deve spegnere la fiducia e cedere al pessimismo, dall’altra non cessiamo di pregare Cristo, Principe della Pace perché ispiri ai Responsabili e ai popoli pensieri di dialogo e di giustizia. 

Tornando nella nostra Italia, le Chiese del nostro meridione continuano intrepide la loro lotta per la vita, che vuol dire anche “cultura della legalità”. È una missione faticosa e irta di ostacoli, osteggiata dalla malavita che continua a lucrare sulle difficoltà di quelle splendide terre. Addirittura, vorrebbe espandere i loro tentacoli nel vissuto del popolo cristiano con le sue tradizioni. Ma incontra presenze ferme e coraggiose! Vogliamo confermare la nostra viva ammirazione e la convinta adesione ai Confratelli impegnati in prima linea e, in questo momento, in modo particolare alla Diocesi di Locri-Gerace, al suo Pastore e all’intrepido Parroco recentemente preso di mira da forze criminali. L’intero Episcopato si rallegra, infine, per l’imminente beatificazione di don Pino Puglisi, dell’arcidiocesi di Palermo, grande educatore e coraggioso testimone della fede fino al sacrificio della vita.

 

Cari Confratelli, è di qualche giorno fa la notizia del viaggio del Santo Padre a Cagliari per visitare il santuario della Madonna di Bonaria, legata in modo speciale a Buenos Aires. Ne siamo lieti per quella Comunità e per il suo Pastore: insieme con lui vogliamo ringraziare Papa Francesco, e in questo pellegrinaggio vedere, oltre il suo filiale amore per la Santa Vergine, anche un particolare segno di legame e di affetto per questa nostra amata Terra che, per disegno della divina Provvidenza, è ormai diventata sua a titolo speciale. Nell’anno, infine, nel quale si celebra il millesettecentesimo anniversario dello storico Editto di Milano, la visita del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, all’Arcivescovo della Chiesa Ambrosiana, Cardinale Angelo Scola, è un ulteriore segno di quel cammino ecumenico fatto di preghiera, parola e gesti, che tanto è al cuore della cristianità.

Mentre vi ringrazio per il vostro benevolo ascolto e in attesa della consueta riflessione collegiale, affidiamo il nostro popolo alla luce calda dello Spirito. Sia Lui a guidare i nostri lavori in quell’affetto reciproco che nasce dall’amore di Cristo e plasma la nostra umanità di credenti e di Pastori. La Vergine Santissima e San Giuseppe veglino su tutti noi.

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