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BAGNASCO/ Il nemico dell'Italia di Letta è l'egoismo del "pensiero unico"

Pubblicazione:martedì 21 maggio 2013

Angelo Bagnasco (InfoPhoto) Angelo Bagnasco (InfoPhoto)

Ho ancora nelle orecchie come economista le parole del Santo Padre con la sua parabola del mattone e della persona umana. Come sottolineava il papa, spesso ancora oggi un mattone che si rompe è più grave della morte, della disperazione o del non lavoro di una persona. Esattamente come avveniva ai tempi della costruzione di Babele.

Su questo stesso schema di pensiero si viene a porre, almeno in gran parte, anche l’intervento del cardinale Bagnasco come presidente della Cei. Egli, dopo aver posto e sottolineato che la cura del bene della persona deve avvenire per i cristiani con la precisa coscienza della fede, e che la fede deve essere vista da tutti e quindi deve transitare per le opere, pone una domanda lacerante. “Qual è la lama che più penetra la carne della gente oggi?” La risposta è l’assenza di lavoro.

L’assenza del lavoro mette la persona umana nella condizione di non aver più una delle principali condizioni della sua dignità. Perché il lavoro, così come ben dice anche il Compendio della dottrina sociale della Chiesa, “è un diritto fondamentale e un bene per l’uomo, un bene utile, degno di lui perché adatto appunto a esprimere e accrescere la dignità umana”.

Questo diritto è così concepito dalla Chiesa, e Bagnasco vi si colloca interamente in quello che afferma. Mai come in questo momento si deve sgombrare del tutto il pensiero economico dalle sue appendici. Occorre che sia l’economia sia la politica si interessino senza più indugio della dignità della persona e quindi del lavoro. Perché il bene comune non è il bene totale della statistica, ma è l’attenzione reale alla persona anche la più povera, e non può non tener conto che la mancanza di lavoro genera e continuerà a generare povertà.

Proprio per questo occorre cambiare anche culturalmente, dice il cardinale; occorre una bonifica culturale contro il pensiero unico che è egoista e individualista. Occorre pensare urgentemente alla gente: questo è il punto centrale della politica, e lo si deve fare perché il lavoro oggi è l’urgenza, la lama più penetrante nella carne delle persone.

Il cristiano deve rivestire tutto con la fede, dice il cardinale: la casa, il lavoro, il tempo libero, la vita pubblica. Ma oggi siamo al vertice dell’emergenza della povertà e allora tutto deve essere proteso a dare soluzione a questa povertà. Una povertà che cresce ogni giorno che passa.

Bagnasco avverte come bonifica culturale la necessità di uscire dai luoghi comuni del pensare e dell’agire perché il conformismo appiattisce tutto e non è creativo. Occorre avere il coraggio di andare contro corrente rispetto al pensiero unico che non si interessa della persona, ma si interessa del mattone. 


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COMMENTI
23/05/2013 - belle parole (luisella martin)

Sono belle le parole del giornalista che commentano,le parole belle del cardinale. Abbiamo bisogno di parole belle, ma credo che questo sia il momento giusto per farle fiorire, dopo averle seminate. Ai tempi della torre di Babele, c'erano i mattoni fatti con la paglia, oggi il cemento armato. Allora erano capaci di costruire una torre altissima,oggi non siamo capaci di smantellare una fabbrica per salvare una città! Eppure,come allora,anche oggi l'uomo mangia verdura, semi, frutti, animali, non mangia paglia, né cemento, né polveri di ferro e beve acqua, non acido solforico. Da tanti pensieri di disperazione, di sfiducia, di impotenza, preghiamo che nasca nell'uomo,oggi,l'unico pensiero non egoista:quello di Gesù, della solidarietà, della speranza nel futuro! Basta malati di cancro per avere lavoro! Tiriamo giù finalmente la torre di Babele.