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Cronaca

ESORCISMO (?)/ La genuinità di Papa Francesco riporta nel quotidiano la lotta con il Nemico

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Le persone hanno perso il senso della religiosità genuina, quella del Vangelo e del Catechismo, e si attaccano a tutto ciò che ha del meraviglioso e che stuzzica la curiosità, dalla magia all'oroscopo. La gente non crede più in Dio, e poi, morbosamente, crede a tutte le superstizioni che esulano dall'ordinario.

 

Quindi è per questo motivo che anche molti che non credono sono però interessati al tema delle possessioni diaboliche.

La religione è fatta passare come qualcosa da “donnicciole” e, contemporaneamente, il diavolo passa dalla parte del mito: così fa meno spavento e fa audience, ma nella gente, quello che una volta era il timore di cadere in tentazione è diventato una paura superstiziosa di incorrere in maledizioni e fatture. Ci si dimentica che la battaglia contro il demonio è qualcosa di quotidiano, che parte però dal presupposto che Cristo ha già vinto: non siamo noi che dobbiamo sconfiggere satana, ma dobbiamo unirci a Cristo per poterlo fare.

 

Pensa che il gesto del Papa di domenica faccia vedere proprio questo?

Il Papa con la sua genuinità, pregando sull'uomo in carrozzella, in modo per nulla spettacolare, fa vedere che la lotta contro il demonio non è solo quello che abbiamo visto nei film. Che non c'è solo un'azione del demonio extra-ordinaria, che fa scalpore ma non è frequente, ma che la sua è anche un'azione più silenziosa, sotterranea che causa – le faccio un esempio su tutti – la divisione tra i coniugi, specializzandosi nella menzogna, nella disunione e nella discordia tra chi si dovrebbe voler bene.

 

Soffermarsi sull'aspetto sensazionalistico della vicenda è quindi fuorviante?

L'attenzione della gente si focalizza spesso sull'azione spettacolare del demonio, come lo è una possessione o una vessazione: questa è un'arma molto furba che lui stesso usa per distogliere dalla verità. Così ci si dimentica della sua azione ordinaria, che innanzitutto divide: non a caso, etimologicamente, la parola diavolo deriva dal greco “dia-ballo”, che vuol dire “mettere qualcosa in mezzo”. Il diavolo è infatti colui che frattura i rapporti tra le persone, ma se noi siamo presi dalla nostra curiosità morbosa, nemmeno ce ne accorgiamo.

 

(Maddalena Boschetto)

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COMMENTI
23/05/2013 - diavolo (luisella martin)

Abbiamo bisogno che si torni a riconoscere, nelle azioni malvage più comuni e da noi considerate inevitabili (come la freddezza e l'indifferenza verso i problemi degli altri, i tradimenti verso sé stessi e nella coppia, la mancanza di rispetto per chi la pensa diversamente,...) il suggerimento nascosto del diavolo che fa apparire ogni trasgressione alla legge divina, come inevitabile e quindi di poco conto. La psicologia e la scienza in genere possono certamente aiutare, ma non si dovrebbe mai dimenticare che molte nostre abitudini sono ispirate dall'angelo ribelle e non illuminate dall'Angelo Custode!