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PAPA FRANCESCO/ Il bene non è esclusiva dei cristiani. L'omelia a Santa Marta e l'udienza del mercoledì

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Parlando nella consueta omelia mattutina tenuta nell'istituto Santa Marta alla presenza di alcuni dipendenti del governatorato e concelebrata con il cardinale Bechara Boutros Rai, patriarca di Antiochia dei Maroniti, i cristiani libanesi, Papa Francesco ha sottolineato come fare il bene non sia una esclusiva dei cristiani. Ci si sente depositari della verità e quindi si tende a escludere gli altri, ha detto. Succedeva già ai tempi dei primi cristiani, ha detto, commentando un brano degli Atti degli apostoli in cui i discepoli di Gesù contestavano a un uomo di non avere il diritto di fare i miracoli perché non era tra i seguaci del Cristo. Ma la radice della possibilità di fare il bene, ha spiegato, sta nella creazione stessa. Altrimenti ci si chiude nella prerogativa che tutti quelli che non hanno la verità non possono fare il bene. Invece "Gesù allarga l'orizzonte". Prendendo invece a spunto la situazione dei cristiani in Medio oriente, il Papa ha detto che non si può uccidere nel nome di Dio: è una bestemmia, ha detto.  Francesco si è poi recato in piazza San Pietro dove lo attendevano 60mila fedeli per l'udienza generale del mercoledì. Qui ha voluto ricordare le vittime del tornado in Oklahoma, soprattutto i bambini morti. Nel suo discorso ha poi detto come portare il Vangelo " una esperienza che deve unire e non può dividere". "Portare il vangelo è annunciare e vivere noi per primi la riconciliazione e l'amore che lo Spirito Santo ci dona, `da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore per Dio e per gli altri´", ha detto  ricordando le parole di Gesù.



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