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Amanda Knox / Le lettere dal carcere: qui si sta benissimo, leggo poesie e ci facciamo la manicure

“Io sto abbastanza bene qua. Ho appena finito un libro di Umberto Eco che mi è piaciuto molto”. A scrivere dal carcere è Amanda Know, accusata dell'omicidio di Meredith Kercher

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“Io sto abbastanza bene qua. Ho appena finito un libro di Umberto Eco che mi è piaciuto molto”. A scrivere, dal carcere dove era rinchiusa, è Amanda Know, la giovane americana accusata insieme all’ex fidanzato Raffaele Sollecito dell’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa a Perugia il primo novembre 2007. Dopo l’assoluzione in appello, la Cassazione ha stabilito che il processo è da rifare. Dopo aver appreso questa notizia, Amanda (che adesso vive a Seattle) ha fatto sapere di aver paura di tornare in Italia, soprattutto perché nelle nostre prigioni venne minacciata, molestata e umiliata. Le lettere che lei ha scritto a un assistente sociale che l’ha aiutata, però, dimostrano il contrario. Le missive sono state pubblicate in esclusiva dal settimanale “Giallo”: “Sono contenta di rimanere a Perugia – scriveva la Knox in un italiano ovviamente non perfetto – So soltanto che almeno conosco qualche persona degli agenti abbastanza bene dopo tutto questo tempo. Sto bene nella mia nuova cella. L’ho cambiata per stare con una ragazza della mia stessa età. Scherziamo, cuciniamo, facciamo la manicure. Ascoltiamo tanto la musica perché lei ha una radio”. In un’altra lettera scrive ancora: “A posto qua. Sto studiando tantissimo. Ho cominciato a leggere poesie italiane. Passo tanto tempo fuori a leggere e a cantare”.

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