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Cronaca

STAMINA/ Roccella: il metodo Vannoni? Il Governo ha sistemato il "casino" della magistratura

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Certamente. Non sono criteri arbitrari ma sono stati dati e recepiti per garantire i pazienti. Ricordiamo che nessun paziente può essere trattato come una cavia. Il fatto che non abbia speranze di guarigione non vuol dire che si possa sperimentare su di lui impunemente. Agire così in nome dell'umanitarismo e della compassione fa ottenere risultati completamente opposti. 

Davide Vannoni commentando la conversione in legge del decreto ha detto che collaborerà a patto che la metodica non venga cambiata. 
E infatti sarà così. La metodica non viene cambiata, vengono garantiti criteri di sicurezza e trasparenza nella trattamento delle cellule anche nella loro manipolazione, ad esempio assicurandosi che non vengano utilizzate sostanze pericolose. Nel decreto abbiamo previsto delle deroghe, siamo venuti incontro a Stamina, ma le preoccupazioni della comunità scientifica sono ovviamente condivise anche da noi. Non possiamo uscire dall'Europa per garantire a Stamina di fare sperimentazioni a modo loro! 

Vannoni ha anche detto che il decreto risponde più all'interesse della comunità scientifica che a quello dei pazienti. 
Non sono d'accordo: abbiamo considerato con grande attenzione la richiesta dei pazienti anche perché il Parlamento è stato chiamato a mettere riparo a una situazione che non è stata creata dal Parlamento o dalla politica. Questo è un elemento fondamentale da mettere in evidenza. Stamina non può certo pretendere di avere una regolamentazione tutta sua. Noi abbiamo previsto ampia possibilità di deroghe a partire però da una fermezza sulle condizioni di sicurezza per i pazienti. Abbiamo anche previsto uno stanziamento fino a tre milioni di euro che di questi tempi non è certo poco. 

Lei ha detto che la situazione non è stata creata dal Parlamento: da chi allora? 
Questa situazione a cui abbiamo cercato di porre rimedio è stata prodotta soprattutto da interventi contradditori della magistratura la quale prima ha bloccato Stamina, ma in seguito ha fatto seguire molte ordinanze che consentivano alle persone di accedere a questi trattamenti. Va ricordato che noi parlamentari abbiamo agito in una condizione difficile, stretti da una parte dalla magistratura, dall’altra dalle normative da rispettare, e anche dalla pressione dei pazienti a cui abbiamo voluto dare ascolto, perché è giusto capire se questi trattamenti sono o non sono efficaci. 

Sta parlando di una invasione di campo da parte della magistratura? 
Il Parlamento ha dovuto cercare una via di uscita, affinché si riportasse tutta la questione in un quadro regolato che però consentisse a Stamina di svolgere questa sperimentazione. Perché solo così si possono verificare i risultati ottenuti. 

Approfondiamo questo aspetto, quello della magistratura. 
Il Parlamento ha solo fatto ordine in una situazione di fatto, prodotta anche da alcuni magistrati. Teniamo poi conto di una cosa importante: la comunità scientifica ha fatto una petizione al governo contro questo decreto, ma ha sbagliato l'obbiettivo. 

Qual era l'obbiettivo invece? 


COMMENTI
23/05/2013 - "Casino" della magistratura o della poltica? (agostino nonini)

Quando sento un esponente politico "accusare" la magistratura,mi viene alla mente Nenni con il suo motto "Politique d'abord". Forse Nenni,che era "impulsivo", esagerava. Però la sostanza è quella: in uno stato democratico che funzioni la politica fa le leggi e la magistratura le applica.Il guaio è che in Italia la politica è sempre all'inseguimento delle situazioni nuove le quali creano varchi che non solo la magistratura,ma anche altri pseudopoteri (ad es.la burocrazia)occupano e in modo contradditorio e spesso dannoso. Quindi i politici la smettano di accusare la magistratura:approvino le leggi che sono necessarie (ad es.si parla da decenni della lungaggine eterna dei processi senza porvi il minimo rimedio),possibilmente non ambigue e la magistratura le applicherà.Se poi riacquistassero pure autorevolezza,si creerebbe anche una situazione nella quale sarebbe possibile punire il magistrato che sbaglia.Purtroppo oggi se i magistrati hanno perso molta credibilità, i politici non ne hanno nessuna!