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LA DONNA & IL KILLER/ Cosa ha spinto Ingrid a parlare con un assassino sporco di sangue?

L'assassino di Londra L'assassino di Londra

Rabbia, incommensurabile rabbia, e orgoglio, per una diversità che non vogliamo più nascondere, per una cultura di vita, non di morte, che ci è cara e per cui vale la pena perfino combattere. Il meno possibile, ma alle volte ci vuole. Perché non c’è giustificazione o vendetta o odio storico che tenga, non c’è precetto che possa contemplare lo sgozzamento per strada, per le nostre strade, di un uomo colpevole di essere bianco, di essere un soldato al servizio del suo paese, di esserne fiero. 

Se quella donna è riuscita ad evitare ulteriori stragi, in un momento in cui i bambini stavano uscendo da scuola, Dio e il paese intero le rendano merito, e lode allo scoutismo che l’ha formata. Ma poi per fortuna è arrivata la polizia, che ha sparato. Prima naturalmente che gli assassini sparassero alla polizia, contro cui si sono avventati con pistole e con le stesse lame insozzate dall’innocente. Non venga fuori mai, sul blog più diserto, le parole "cercare di capire" e "pietà". La pietà davanti a un ragazzo decapitato mentre passeggiava fischiettando non è da noi. Ci pensi un Dio, ma per chi sarà mai l’Inferno, se non per costoro?

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COMMENTI
24/05/2013 - Ci pensa il Signore. (claudia mazzola)

Di Dio ce n'è uno solo, è Gesù Cristo e sicuramente ha preparato un posto in Paradiso anche per il killer.

 
24/05/2013 - Cultura di vita (Daniela Blandino)

Mah, effettivamente non so come avrei reagito al posto di Ingrid in quella situazione. Però la ammiro. Non so se sia cristiana o atea. Ma ha guardato quei due come persone che dopo un gesto così pazzo e crudele possano ancora renderne conto. Certamente con questo ha riconosciuto agli assassini un valore che istintivamente gli toglieremmo. Quello che hanno fatto è figlio di una cultura di morte, ma sono certa che Cristo abbia portato una rivoluzionaria cultura di vita proprio dicendo “Perdona loro perché non sanno quello che fanno” e assumendone tutto il male sulla croce. Lui con questo perdono ci salva tutti, vittime e carnefici, se solo lo vogliamo. Certamente occorre punire chi compie il male, anche severamente. Ma c'è una dignità che nessuno può togliere a nessuno. Ingrid non l'ha fatto e io la ammiro. Detto questo ho paura come tutti dell'irrazionalità, del male, di tutti questi mendicanti che hanno riempito in quest'ultimo periodo la mia città perché cosa potrebbero fare per fame? Ma sono convinta che questa è una sfida per noi cristiani. La sfida che Papa Francesco ci lancia in questi giorni a non catalogare gli altri ma aprirci a tutti per portare Cristo e la sua cultura di vita che è per tutti.