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BEATIFICAZIONE DON PUGLISI/ Padre Loffredo: ecco la Bellezza che può guarire l'uomo

Pubblicazione:sabato 25 maggio 2013

Don Pino Puglisi Don Pino Puglisi

In tutto quello che avete sentito sul Rione Sanità c'è un concetto di fondo: la Bellezza può guarire l'uomo. È difficile immaginarlo dove stava don Pino, era sicuramente più faticoso rintracciarla. Qui invece il patrimonio storico-religioso permette ai giovani questa miscela particolare. Anche qui possiamo allora avere un effetto collaterale, ma se esso ci sarà non è quello il nostro primario interesse.

Qual è invece?
I ragazzi si sono posti il problema di come risolvere la speranza di questo quartiere e per far ciò si sono attaccati ai nostri beni artistici. Hanno fatto diventare la storia della cultura il motore per una rinascita della speranza nel quartiere.

Tutto questo è possibile perché c'è una presenza costante, quella della Chiesa, dei suoi sacerdoti.
Io ritengo ci sia la possibilità, attraverso questo strumento che si è scelto di utilizzare al massimo, di poter cambiare i cuori più strani. Ho visto ragazzi che avevano abbandonato la scuola tornare a studiare fino a laurearsi. Questo perché hanno capito il valore dello studio mettendosi in gioco. Ho visto più volte ragazzi che oggi sanno parlare diverse lingue e che avevano invece abbandonato la scuola al primo o secondo anno di istituto professionale perché non avevano nessuna voglia di stare seduti in un banco.

Queste sono cose che raramente si sentono dire o si leggono, piuttosto sembra che i giovani di questa città siano abbandonati a se stessi e preda della criminalità.
È proprio la motivazione che porta a un cambiamento culturale. Noi speriamo che questo discorso che piano piano sta contagiando il quartiere, possa portare a quello che a noi come Chiesa interessa, il cambiamento del cuore delle persone. Non credo però che questa possibilità - che questo succeda - vada considerata come preoccupazione primaria.

In conclusione?
In conclusione, per noi che oggi ci sia il figlio del camorrista che fa volontariato è addirittura banale. Il nostro ruolo è un ruolo di servi, quello che c'è da fare lo facciamo senza merito e senza l’aureola di eroe, perché altrimenti sfuma il nostro ministero. Siamo educati a rispettare le coscienze del prossimo e il creato. E tornando alla sua preoccupazione iniziale a proposito della Chiesa, la bellezza della Chiesa è proprio anche il fatto che a volte si possano commettere errori.



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