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LA STORIA/ Ariane e il miracolo di incontrare papà e mamma (senza averli mai visti)

Pubblicazione:domenica 26 maggio 2013 - Ultimo aggiornamento:domenica 26 maggio 2013, 9.44

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Daniela e Franco abitano a Ravenna, ma sono originari della Sardegna. Hanno 44 e 47 anni. Nel 2008 hanno adottato Ariane, una bambina brasiliana che oggi ha quasi 11 anni. “Abbiamo adottato perché il nostro essere famiglia, noi due soli, non ci bastava più. Sentivamo il bisogno di crescere dei figli, di moltiplicare il nostro amore. Il sorriso e la solarità di nostra figlia è la cosa più bella del mondo, quello che ti fa dire grazie ogni momento della giornata, per averci dato l’opportunità di vivere un’esperienza così unica e grande”. Adottare con AVSI, dicono, “è stato come stare in famiglia”.

Ma l’adozione non è sempre stata nei pensieri di Daniela e Franco, ammettono tranquillamente. “Era una strada che ci faceva un po’ paura, tempi troppo lunghi, troppo costosa. Soprattutto avevamo paura di non riuscire a sentire “nostro” quel bambino. Abbiamo fatto due tentativi per la procreazione assistita, ma era una strada che non sentivamo. Un giorno stavo poco bene - ricorda Daniela - sono andata dal nostro medico e mi chiede se per caso ero incinta. Io sorrido e le spiego il nostro percorso e lei mi porge un volantino su un corso informativo sull’adozione. Eravamo titubanti, ma alla fine ci siamo iscritti. Il corso era organizzato dal gruppo di Famiglie per l’Accoglienza della nostra città. Siamo arrivati alla prima serata pensando soprattutto che ci saremmo trovati davanti a delle persone tristi e rassegnate. Un po’ come lo eravamo noi in quel momento”.

Conoscere per capire. Non è stato così. “Invece ci ha accolto un gruppo affiatato. Ancora oggi ricordiamo il sorriso di quelle persone che ci raccontavano le loro esperienze. Siamo stati travolti dalla loro serenità e così abbiamo dato la nostra disponibilità all’adozione. Dentro di noi sentivamo che già si faceva spazio per quei figli che ancora non conoscevamo. Era come se li sentissimo già crescere. E non ci importava il colore o il paese d’origine. Ci sentivamo una famiglia piena”.

L’adozione è un percorso spesso lungo. Nel caso di Daniela e Franco è durato 4 anni. “Ma questo tempo ci ha aiutato a crescere interiormente e ci ha preparati e resi più forti per affrontare le difficoltà. Quando siamo partiti per il Brasile, sicuramente eravamo due persone diverse”.

Cosa avete imparato da questa esperienza? “Se ripensiamo che la cosa che ci faceva più paura era la possibilità di non sentirla “nostra” figlia, ora ci viene da sorridere, perché lei è certamente nostra figlia e non poteva essere altrimenti. Quest’esperienza ci sta insegnando che essere genitori - in qualunque modo lo si diventi - è un mestiere molto difficile, ma forse nel nostro caso lo è un pochino di più.


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