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LETTERA GAY/ Sgarbi: è un falso confezionato ad arte, Davide Tancredi non esiste

Pubblicazione:martedì 28 maggio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

La lettera del giovane di 17 anni che ha commosso in molti, pubblicata qualche giorno fa su Repubblica, sarebbe un falso. Un tale Davide Tartaglia, come noto, ha inviato una lettera dove parlava della sua condizione di omosessuale, una condizione che nella società di oggi che non riconoscerebbe i suoi diritti, sarebbe solo causa di sofferenze. In molti, dal presidente della Camera Boldrini ad esponenti del Pdl come Bondi (intanto un altro esponente del Pdl, Galan, sta per presentare una legge a favore dei matrimoni gay) si sono detti commossi e hanno dichiarato il loro sostegno a questo Davide. La Boldrini, ha detto, vorrebbe anche incontrarlo. Ma ecco che Vittorio Sgarbi dichiara di non credere in quella lettera, che sarebbe un falso "confezionato ad arte" con tanto di titolo strappalacrime, dice ("Io, gay a 17 anni, chiedo solo di esistere"). Sgarbi ha illustrato la sua tesi in un editoriale comparso su Il Giornale: "la lettera che ha turbato e commosso Bondi e la Boldrini e indignato Ferrara, è, ad evidenza, un falso. Salvo che non trovino una controfigura omonima e coincidente per età e condizione, Davide Tancredi non esiste”. Dice trattarsi di un falso della Repubblica, perché contiene tutti i "luoghi comuni del conformismo progressista, dopo le mode dell’outing e l’urgenza a deliberare dei parlamenti, dalla Spagna alla Francia, con l’Italia arretrata perché troppo vicina alla Chiesa romana“. Dice che il falso si riconosce sin dall'inizio della lettera, quando il giovane appare come "un vecchio attore consumato" alludendo al suicidio: un gesto, dice Sgarbi, che sarebbe simmetrico a quello dell'omosessuale vecchio e di destra che si è ucciso a Notre Dame (Dominique Venner). Insospettisce Sgarbi poi la frase "Un paese che si dice civile non può abbandonare dei pezzi di se": nessun giovane, dice, se non finto e per far abboccare la Boldrini, scriverebbe pensieri come questi.



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COMMENTI
28/05/2013 - Ma la felicità dov'è? (stefano ascheri)

Sono convinto che Davide Tancredi esiste quanto che la lettera non l'ha scritta lui. Ma poi quanti Davide veri ci sono? Quanti ragazzi, adolescenti usati al fine di una causa che nega l'esistenza della diversità? Perché diciamolo una volta per tutte chi nega la diversità è chi vuole omologarci soffocando quel desiderio di felicità che riscatta la vita dalla banalità del nulla. Basterebbe essere leali con quell’impeto di felicità, di compimento per capire che non lascia tregua. Diceva una canzone di Vecchioni: “ il più grande conquistò nazione dopo nazione e quando fu difronte al mare si sentì… stupido …perché più in la non si poteva conquistare niente”. Quali conquiste se non la lealtà con il desiderio di felicità potranno aprire la vita verso un orizzonte illimitato, oltre qualsiasi apparenza. Oppure votiamo il desiderio al conformismo, tutti uguali nell’apparenza. Un giorno ho visto due omosessuali salutarsi in una stazione ferroviaria, uno piangeva perché già prendeva il sopravvento la mancanza. Mi hanno commosso perché in quella nostalgia ho visto l’impeto del mio cuore. Chi potrà colmare questo vuoto, forse quello che parte? o forse un figlio, una vita agiata. Io ho famiglia, figli e forse una vita agiata ma inqueto corro continuamente da chi possa testimoniarmi che l’oggetto di questa nostalgia è presente. Prima di mettere a posto la vita per soffocare tutto nell’apparenza venite con me, andiamo da Papa Francesco o da chi come lui ci testimonia la gioia del vivere.