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IL CASO/ A 5 anni uccide la sorellina di 2: la libertà degli Usa vale davvero la vita?

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USA - La Contea di Cumberland nel Kentucky è costituita da una sfilata di colline a ovest della catena degli Appalachi. Un distretto rurale i cui abitanti sono fieramente indipendenti, discendenti di cacciatori, distillatori clandestini e minatori. Un ambiente in cui è duro vivere da un punto di vista economico.

Martedì, 30 aprile, un bambino di cinque anni della Contea stava giocando con il suo “Cricket” (grillo). Il “Cricket”, un fucile di calibro 22 progettato per essere utilizzato dai bambini, era un oggetto abitualmente presente nella casa, di solito appeso a una parete, e il bambino ci stava giocando come con un giocattolo. La prima regola che i genitori dovrebbero insegnare è che “un fucile non è un giocattolo”.

Il bambino ha tirato il grilletto e una pallottola ha colpito la sua sorellina, uccidendola. I genitori credevano che il fucile fosse scarico, ma ecco la seconda regola: “i fucili scarichi devono essere sempre trattati come se fossero carichi”.

Diversi elementi hanno portato alla morte di una bambina di due anni: una sottocultura che insegna a usare le armi in tenera età, l'incapacità di un bambino di cinque anni a maneggiare appropriatamente un fucile, la irresponsabilità di genitori che non avevano messo la sicura al fucile. Il medico legale ha stabilito che la morte è stata “accidentale”, ma non si può negare, purtroppo, la negligenza dei genitori.

Questo tragico evento si inserisce nel quadro del dibattito attualmente in corso sul rapporto degli americani con le armi. Da una parte vi sono quelli che difendono il Secondo Emendamento, senza restrizioni o modifiche, non solo come “il diritto di portare armi”, ma anche per difendersi “dalla tirannia del nostro governo”. Dall’altro lato, il nostro Paese sta ancora piangendo la morte dei piccoli innocenti della strage di Newtown e degli altri insensati massacri nelle nostre scuole, cinema, luoghi di lavoro e centri commerciali. La gente vuole vivere senza la paura di essere presa di mira da armi da fuoco usate irragionevolmente.

Purtroppo, dopo la tragedia di Newtown (dove una sparatoria in una scuola elementare ha causato una trentina di vittime lo scorso dicembre), il Vicepresidente e l’Amministrazione hanno preso una posizione politicizzata, rendendo difficili soluzioni concrete, mentre la “Gun Lobby”, la lobby delle armi guidata dalla National Rifle Association, è riuscita a limitare il dibattito al Congresso, creando così ancora una volta una situazione di stallo. Invece di un aperta discussione in assemblea, entrambe le parti hanno preferito lanciarsi in immagini retoriche e reciproche accuse.



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