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VESPA CANNIBALE / Dalla Cina alla Liguria: rischio per l'apicultura

Una specie di calabroni provenienti dalla Cina ha seminato distruzione tra gli alveari della Francia e ora è stato avvistato in Italia, vicino a Savona: panico tra gli allevatori

Vespa velutina Vespa velutina

L'apicoltura italiana è minacciata: dalla Francia è infatti giunta nel nostro Paese una pericolosissima specie di vespa carnivora originaria della Cina. Questa razza di vespa velutina, detta nigrothorax a causa del ventre scuro, è molto simile alla comune vespa crabro (calabrone): entrambe sono lunghe circa 30 millimetri, ma la prima è facilmente riconoscibile per colore scuro e per la linea gialla che taglia il suo addome, al cui interno è presente un triangolino nero.

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I calabroni sono invece caratterizzata invece da colori più chiari, a volte viranti sul rosso, ma soprattutto da un minor grado di aggressività. La vespa velutina, infatti, pur non attuando se non in rari casi attacchi nei confronti dell'uomo, è invece altamente pericolosa per le api, delle quali principalmente si nutre. Un vero e proprio insetto carnivoro, per non dire cannibali, in grado di sterminare con facilità un'intera colonia di api europee.

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Come successe Oltralpe nel 2004, quando un'invasione di velutine provenienti dall'Asia si nutrì della maggior parte dei fuchi in cui si imbattevano, facendo tracollare la produzione di miele e mettendo a repentaglio l'impollinazione di molte specie di vegetali. Infatti, le api sono importantissime per quanto riguarda la produzione alimentare del Vecchio Continente, dal momento che riescono a impollinare l’84% delle piante.

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Ora, alcuni esemplari di vespa cannibale sono stati avvistati in Liguria, in provincia di Savona, dove è giunta dalla Spagna, e gli allevatori sono già in allarme. Gli esperti si dicono molto preoccupati e hanno aperto un numero appositamente adibito a segnalare l'eventuale presenza di questi famelici insetti: chiunque noti una sensibile diminuzione nella popolazione dei propri alveari è tenuto a far presente al più presto il fatto, avendo cura di cercare, nel raggio di 300-500 metri, il nido delle vespe velutine che spesso prediligono insediarsi tra il fogliame.  

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