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GRILLOLEAKS/ Il MoVimento di Beppe Grillo: Giulia Sarti ha subito "pubblica violenza"

Nuovo post sul blog di Beppe Grillo, in difesa del deputato riminese, la cui mail è stata violata dagli hacker del PD, insieme a quelle di altri tre parlamentari a 5 Stelle

Giulia Sarti Giulia Sarti

VIDEO, IL MOVIMENTO 5 STELLE ACCUSA: ATTACCO CONTRO DI NOI - "C'è una giovane donna che per giorni è stata pubblicamente violentata. La sua vita privata data in pasto ai giornalisti, che si son dovuti tenere il prurito nelle mani per non violare la legge sulla privacy”: ecco l'incipit del lungo post apparso oggi sul blog di Beppe Grillo, nel quale il Gruppo Comunicazione M5S Camera, che firma in calce l'articolo, difende Giulia Sarti, deputato riminese del MoVimento 5 Stelle, la cui casella di posta elettronica  è stata violata da pirati del web che si dicono gli “hacker del PD”, che hanno provveduto a pubblicare online il contenuto delle mail della 27enne, mettendone anche in circolazione – stando ad alcune fonti – delle foto hard che la ritraggono. Ma la Sarti, come recita il titolo del post stesso, “Giulia e i suoi fratelli”, non è stata la sola a subire quella che viene definita una vera e propria violenza. Nel mirino degli hacker sono finiti altri tre suoi colleghi grillini, i parlamentari Massimiliano Bernini, Stefano Vignaroli e Tancredi Turco, che – seguendo il ragionamento dell'autore del post – sarebbero, come Giulia, stati lasciati a se stessi, “nell'indifferenza di tutti”. “Immaginate che tutto ciò fosse toccato, che so, a Daniela Santanché, a Rosi Bindi o alla giovane Giorgia Meloni”, provoca l'autore che avrebbe sperato in una reazione sdegnata da parte di molti, che hanno invece fatto finta di nulla e conclude, puntando il dito contro le autorità: “C’è stato tanto tempo per intervenire, ma non è stato fatto niente... E la polizia postale? La Procura di Roma?... Questa è solo l'ennesima prova, qualora ce ne fosse bisogno, delle discriminazioni fra un politico e un cittadino”. Un caso scoppiato dopo l'opera di quelli che il post chiama “i sedicenti hacker del PD” e che attacca duramente, benché in passato, un altro articolo – apparso ad agosto dello scorso anno – tessesse le lodi dell'hacker per eccellenza, Julian Assange, e dei suoi soci di Wikileaks che, scriveva l'autore del post, Sergio Di Cori Midigliani, “meritano il nostro rispetto”. 

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