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UNO DI NOI/ Domenica 12 maggio raccolta di firme nelle parrocchie contro la sperimentazione sugli embrioni

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Ha preso il via già da tempo la raccolta di firme indetta al fine di ottenere un milione di firme contro la sperimentazione sugli embrioni, ma domenica 12 maggio ci si rivolgerà a tutte le parrocchie italiane per ottenere maggiore risultato. La raccolta di firme è esplicitamente rivolta all'Unione europea con lo scopo fondamentale di fermare i finanziamenti che l’Ue concede alla sperimentazione sugli embrioni umani. Secondo i sostenitori della raccolta di firme, essa non ha portato ad alcun risultato scientifico e a nessuna soluzione terapeutica e inoltre si vuole sottolineare la difesa della vita in ogni sua manifestazione. L'iniziativa è stata presentata lo scorso 2 maggio alla presenza di Carlo Casini, presidente del Comitato organizzativo per l’Italia di “Uno di Noi”, Maria Grazia Colombo, membro del Consiglio esecutivo, e Jaime Mayor Oreja, membro del Comitato europeo e già ministro dell’Interno spagnolo. La raccolta avrà un momento particolare dunaque proprio il 12 maggio, quando l'iniziativa sarà promossa in ogni singola parrocchia italiana. In realtà c'è tempo fino al primo novembre di quest'anno per raggiungere l'obbiettivo di un milione di firme in almeno sette paesi europei: ogni singolo paese europeo ha infatti a disposizione quorum diversi a seconda del numero della popolazione che vi vive. Già al 2 maggio risultano raccolte 300mila firme, come ha spiegato Casini. La decisione di appoggiarsi alle parrocchie, hanno spiegato i promotori dell'iniziativa, non significa varcare i confini tra laicità e fede. Per Maria Grazia Colombo infatti, "Questa è una questione laica, di tutti e per tutti. Perché la vita riguarda tutti. È chiaro che i cattolici possono avere un’attenzione maggiore, ma lo sforzo di lavoro deve essere volto a tutti. Perché chiedere una firma vuol dire dover fornire le ragioni del perché si difenda la vita, che non devono mai essere date per scontate. Dare per scontato paralizza, non fa muovere verso gli altri. Invece questa dev’essere un’occasione, come ricordava Papa Francesco, per creare dei ponti".



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