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RICORDO/ 2. Cardinale: ecco perché Andreotti era a suo agio al Testaccio come a Pechino

Pubblicazione:martedì 7 maggio 2013

Andreotti e Giovanni Paolo II Andreotti e Giovanni Paolo II

Sì. Ogni volta che si recava all’estero, e quando è stato ministro degli Esteri lo faceva con più assiduità, era sempre curioso di andare a conoscere le comunità cattoliche locali. In questo modo era diventato amico dei vescovi delle zone arabe, ma anche dell’Africa e dell’Asia, che lo conoscevano benissimo e con i quali continuava a coltivare i rapporti anche una volta tornato a Roma.

 

Che cosa l’ha colpita di più della scomparsa di Andreotti?

Una coincidenza davvero curiosa, che mi ha colpito della scomparsa di Andreotti, è che pochi giorni fa era morto il vescovo cinese di Shangai, Jin Luxian, che era un grande amico del senatore a vita. E’ quasi un segno della provvidenza che siano saliti al Cielo nel giro di due giorni. Uno dei grandi interessi di Andreotti era proprio la Cina e la comunità cristiana all’interno del gigante asiatico. Tanto è vero che è sempre stato molto stimato sia dalla Chiesa locale sia dal potere politico. Andreotti è uno dei pochi politici italiani ben conosciuti a Pechino. Lo ho potuto sperimentare anche nel corso del mio lavoro a 30 Giorni.

 

Proprio sul riconoscimento della Chiesa Patriottica Cinese, Andreotti giunse a scontrarsi con il Vaticano …

Sulla questione dei cristiani cinesi, da tre secoli all’interno della Chiesa cattolica si discute animatamente. Basti pensare alle diatribe sui riti cinesi del ‘600, che si sono risolte solo negli anni ’30 del secolo scorso. All’interno della comunità cattolica si è aperto però un nuovo dibattito, relativo al modo in cui la Chiesa deve rapportarsi al potere politico di Pechino e su quale sia il modo migliore per arrivare a una piena comunione tra la comunità clandestina e quella ufficiale. In questo quadro Andreotti aveva una linea “aperturista”, ma la sua non era una posizione isolata né tantomeno contraria al Vaticano. Anche all’interno della Santa Sede c’è sempre stata e continua a esserci una discussione su quale sia l’atteggiamento migliore per fare sì che la vita della Chiesa in Cina sia prospera e tranquilla.

 

(Pietro Vernizzi)



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