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JOLLY NERO/ Genova, il dramma dell'incidente al porto non infrange i nostri sogni

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Non cercate Genova in quelle macerie, in quel fumo, non cercatela nel rumore sordo delle macchine che scavano.

Non cercate Genova in quel buco nero, non cercatela nel lutto, non cercatela nella disperazione.

Genova è nel porto, Genova è il porto.

Genova è il labirinto di caruggi che ti fanno sbucare all’improvviso davanti al mare e ti lasciano senza fiato.

Genova è il centro storico che pulsa vita, che trabocca di odori, formicaio multietnico dove chiunque si sente a casa, dove tutti siamo Genova.

Non cercate Genova nelle immagini di ieri sera, nella tragedia che l’ha ferita nuovamente, che gli ha strappato vite, che gli ha sottratto cuori, infranto sogni.

Genova è nella dignità dei colleghi delle vittime, che ogni mattina si alzano e pur morendo dentro escono e vanno incontro alla loro giornata con sole o pioggia.

Genova per me mezzosangue imbastardito e provinciale è una signora diffidente che ti studia quasi con presunzione e freddezza ma ti fa innamorare pazzamente di lei.

Genova è il porto, crocevia di vite, storie, partenze e ritorni, addii ed arrivederci, Genova sono le navi che vanno lontano, Genova sono gli uomini che tornano.

Genova è il protagonista di “ma se ghe pensu” che “fa le palanche” ma alla fine decide di tornare da lei, perché “sono nato genovese e non ci mollo”.

Genova è trovarsi a Oporto, guarda caso in un porto, e pensare di essere a Boccadasse perché i due portoghesi seduti di fianco a noi parlano con una cadenza che è troppo, ma proprio troppo genovese.

Genova sono i portuali, i camalli, i marinai, gente che la salsedine ce l’ha sulla pelle, negli occhi e sul cuore, persone che tra un mugugno e l’altro vanno avanti lavorando sodo, portano a casa il necessario in cambio di un pezzo della loro anima, che Genova non gli restituirà.

Genova è la ricchezza del pesto, frutti della terra uniti insieme dalla forza dell’uomo, Genova è il mortaio che ti mischia insieme agli altri, nel casino del centro, nelle vasche in via venti, nelle code sulla sopraelevata che guarda il porto.

Genova è la semplicità della focaccia, sottile, ma capace di saziarti e di conquistare anche i palati più difficili.

Genova è “oh belìn u xena st’annu u fà anguscia eh?” “ti pensa au doria va, belinùn”.

Genova sono le case che si arrampicano in alto, sempre di più, perché Genova è azzurra di mare, ma anche di cielo.



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