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IL CASO/ "Perché pretendi ciò che si domanda?" Lettera al 16enne denunciato per stalking dai genitori

Pubblicazione:lunedì 10 giugno 2013

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Il lavoro rappresenta l’occasione perché mettendo le tue mani nella realtà tu la possa trasformare e possa trovare soddisfazione in questo lavoro di trasformazione. Non mi dilungo a spiegartelo, sarebbe inutile: la soddisfazione va sperimentata in prima persona. 

La seconda cosa che volevo dirti riguarda il saper chiedere. Quando desideriamo qualcosa da un altro dobbiamo chiederglielo, non pretenderlo. Non è difficile distinguere la domanda dalla pretesa: la prima fa venir voglia di rispondere di sì, la seconda di no. 

Una domanda ben fatta, cui viene voglia di acconsentire, è quella formulata a tempo opportuno, con buone maniere, con ragioni adeguate, ed è quella capace di ricevere anche un no senza scatenare ritorsioni. Forse c’è già una ragazza che ritieni speciale e che si distingue fra tutte le altre. A lei dovrai domandare. Prova a renderti prezioso ai suoi occhi e falla stare bene con te. Non si impone il bene, né lo si estorce, lo si conquista. Non si pretende l’inizio di una storia d’amore, lo si chiede consci che l’altro potrà anche dirci di no. Perché l’amore è un paso doble, come si vede nei film di street dance che forse entusiasmano anche te.

Non so cosa abbia portato alla situazione in cui ti trovi, certamente è storia vecchia. C’entrerà con la separazione dei tuoi genitori, con il modo in cui si saranno comportati con te e in cui sei stato trattato, con le mosse che tu avrai adottato scambiandole per soluzioni quando soluzioni non erano. Questa storia vecchia è stata scritta a più mani, due sono certamente le tue e di questo dovrai rendere conto. Agli uomini, seppur giovani, accade così, devono rendere conto delle loro azioni.

Sappi però che c’è una lunga storia che è ancora tutta da scrivere. Tu sei il protagonista, ma il copione, grazie a Dio, non è ancora scritto. Ci sarà dell’imponderabile che dovrai accettare, ma starà anche a te scegliere le battute, le entrate in scena, le uscite sulle quinte, le pause e i toni da tenere. 

Adesso non leggere troppo i commenti scandalizzati sui giornali. E non entrare neanche nella parte che qualcuno potrebbe cucirti addosso. Pensa alla storia del copione, non farlo scrivere a un altro per te. Non sei un problema da risolvere, né un disgraziato da rieducare, sei un giovane che deve ancora trovare la sua strada, che ha bisogno di orientarsi per stare bene al mondo e far star bene chi al mondo è con lui. Se lo vorrai, io so che ce la potrai fare. Solo se lo vorrai, però. E poi, quando starai bene, faccelo sapere. Saremo contenti di sentirti.



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