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LA STORIA/ Matteo e Piero, la stessa letizia di Papa Francesco che dà sapore alla vita

Pubblicazione:lunedì 10 giugno 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 10 giugno 2013, 11.39

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Lui ha fatto questo, nel 1988, dopo che la sua bambina è andata in paradiso, a seguito di una malattia inguaribile. E mentre vedevo sua moglie Morena sfilare alle 23 dopo il servizio, mentre parlavo con lui che chiudeva una dura giornata di lavoro pensavo: “Non sembrano neanche stanchi, eppure hanno lavorato sodo”. Ma dev'essere questo il volto della letizia che cambia la prospettiva. Come mia moglie, che domenica mi ha chiamato alle 7, sul cellulare, dopo aver fatto 28 chilometri a piedi, per tutta la notte, da Macerata e Loreto, insieme ad altre 100 mila persone, in pellegrinaggio dalla Madonna. Ed era felice, nonostante la fatica. Era felice come la moglie di Piero, come Matteo, come chi nella vita cerca aperture nella direzione di qualcosa che corrisponda all'animo umano. Il contrario della chiusura, sul perimetro delle piccole cose che riusciamo a misurare... e a comprendere.

E a proposito di corrispondenza, ha destato simpatia quella notizia sulla prima pagina del Corsera, di Papa Francesco che ha salutato Emma Bonino con il sabaudo “Cerea”, che significa “vostra signoria”. La sera stessa aveva chiamato al cellulare il vescovo di Macerata per salutare i pellegrini, dicendogli che il pellegrinaggio è il paradigma della vita, dove bisogna mettere in conto anche il Signore delle Sorprese. Fra poco diranno che questo Papa è un grande comunicatore, visti i lanci in prima pagina che si sta guadagnando di giorno in giorno. In realtà è un uomo lieto e spontaneo, che va al cuore di ciò che la gente attende. E inconsapevolmente sta segnando una strada anche alla politica, anche ai giornali, anche a tutto ciò che, viziato di autoreferenzialità - rischia una deriva, senza nemmeno un punto di fuga... che ragionevolmente si chiama sorpresa. O “Mistero”.



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