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LA STORIA/ Matteo e Piero, la stessa letizia di Papa Francesco che dà sapore alla vita

Pubblicazione:lunedì 10 giugno 2013 - Ultimo aggiornamento:lunedì 10 giugno 2013, 11.39

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Un altro giorno è iniziato sfogliando i giornali, con le pagine della politica che volano via: se non ci fossero, se quelle notizie venissero sottilizzate, sintetizzate, insomma ridotte, il quotidiano ci starebbe più simpatico. E invece si insiste, quasi che il quotidiano autorevole abbia ancora la presunzione di appassionare i lettori alla politica, non sapendo che la politica c'entra sempre di meno con i partiti, le cui beghe non interessano più alla gente che in qualche modo vive e, vivendo, si appassiona a qualcosa (d'altro). Sulla Stampa ho letto una bella pagina sul lavoro nel carcere di Padova dove la Cooperativa Giotto dà impiego a 120 reclusi (in totale, in Italia lavorano solo in 800. Un bel record).

In quella cooperativa ci lavora il mio amico Matteo, che ogni mattina, quando esce di casa e va a fare quel lavoro strano per cui deve mollare il cellulare, ha in mente l'idea che nessun uomo è fatto per perdersi, ma per ritrovarsi. E il lavoro conduce a una cosa del genere. Anzi, un lavoro “ben fatto” (come scrive Peguy), che li porta a sfornare uno dei prototipi di panettone più buoni d'Italia. L'altra sera ero a Verona, nella bellissima piazza san Zeno e Luigi mi ha invitato al Calmiere, un bel ristorante, nato come vineria nel 1919, che dà sulla piazza. Ed è sempre pieno di gente. Abbiamo mangiato bene, abbiamo bevuto Ripasso e Amarone, e quando ci siamo seduti nel dehor, il patron Piero si è seduto con noi. Suo figlio, il giorno dopo avrebbe inaugurato la ristorazione nella piscina del Centro Natatorio Santini, ennesima sfida pensando che quest'anno in vacanza - dicono le previsioni - ci andrà un italiano su due.

Ma quello che mi ha colpito di Piero è stata la sua passione: l'associazione Abeo (Associazione Bambino Emopatico Oncologico), dedicata ai bambini con gravi malattie, perché possano avere una degenza non isolata e possibilmente felice. E n'è ha inventate di tutti i colori, persino un sistema video che fa dialogare i bambini coi compagni di scuola, che dai banchi incoraggiano, sorridono, scherzano. Mi han detto che questa associazione è al primo posto del 5 per mille a Verona, per dire cos'è il gradimento, cos'è che appassiona e muove la gente.


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