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METODO STAMINA/ "Se sono sopravvvissuta al cancro è per la fede (e la scienza)"

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Perché evitare di rendere nota al mondo scientifico una cura definita miracolosa? Perché non condividere le proprie scoperte, sperando magari di progredire con l’aiuto dei colleghi? Infine, le regole nel nostro paese e in Europa esistono per una ragione ed è quella di tutelare il cittadino, di proteggerlo dalle ingiustizie che più spesso colpiscono chi è debole e vulnerabile. Vulnerabile come un malato o un parente, molto spesso impossibilitati dal dolore a ragionare in modo pienamente lucido. È corretto dare speranza ed appoggio ai malati anche quando tutte le chanche terapeutiche sono fallite, ma non è corretto promettere qualcosa che non si conosce e non è corretto testare nuove vie terapeutiche senza prima aver affrontato il problema dal punto di vista dell’efficacia biologica, con studi pre-clinici, in vitro e nell’animale. Questo è quanto la scienza medica ha accertato. Questo è quanto dobbiamo fare per non creare illusioni false e per non recare danno ai malati. 

Non voglio eludere un ultimo problema connesso a malattie così terribili. Lo faccio con pudore e rispetto verso chi non ha potuto trovare un conforto e un significato al suo dolore (non sopporto le consolazioni frettolose e superficiali, perché il dolore innocente rimane il mistero più atroce!). Ho vissuto l’esperienza della malattia con l’aiuto della fede. Non sono stata un’eroina e mi sono anche lamentata con Dio, come ha fatto Giobbe. Mentre ero malata, ho pregato tantissimo e il mio motto era: “fede e scienza per la guarigione”. Non ho preteso che i medici facessero un miracolo. L’ho chiesto a Dio, come una povera mendicante. Non ho neppure preteso che i medici si sostituissero a Dio: obbedivo alle loro indicazioni e mi fidavo con ragionevolezza. Questa collaborazione è stata utile. Nel mio caso è poi evidente che la Grazia è arrivata attraverso la scienza. A me è sembrata una cosa naturale come è armonico, seppure drammatico, il rapporto fra fede e ragione. 

Queste cose, che ho imparato nella carne attraverso la sofferenza, non si possono dimenticare né tantomeno tacere. Ho scritto per amore: una come me, una “cancer survivor”, non può permettersi di perdere tempo.

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COMMENTI
11/06/2013 - fede e ragione (rita bigelli)

Grazie Terry, coraggiosa amica! Le tue parole mi hanno documentato che la fede e la ragione unite sono la ricchezza dell'uomo. Grazie