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Cronaca

CIBARSI DI LUCE / Navenna Shine: mi nutro di luce, il cibo non è indispensabile

Navenna Shine sta provando a dimostrare di poter vivere come una pianta: solo aria, acqua e sole per nel frattempo ha perso 20 chili e non esce più di casa 

Navenna ShineNavenna Shine

È ormai oltre un mese che la 65enne Navenna Shine, come sostiene sulla sua pagine di Facebook, si “nutre di sola luce”. La donna, di origini inglesi ma da anni residente a Seattle, ha infatti deciso di smettere di mangiare cibi solidi per dimostrare che si può sopravvivere sostentandosi, al pari delle piante, solamente di acqua, luce e aria. “Il cibo non è indispensabile”, ha scritto sul social la donna - molto attiva anche su YouTube - che ha anche riferito di aver collocato in casa sua, da dove non si allontana mai, otto telecamere che la tengono sotto monitoraggio 24 ore al giorno e testimoniano che non saccheggi di nascosto il frigorifero.

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Tutto questo per poter dimostrare la sua strana teoria. E adesso la Shine, il cui nome suona decisamente programmatico, dopo aver perso circa 20 chili e riferendo estrema spossatezza e nausea, crede di essere arrivata al discrimen che decreterà o meno la veridicità delle sua convinzioni. “Ho la sensazione che il mio corpo abbia raggiunto un punto in cui ha utilizzato tutti i suoi grassi immagazzinati e stia ora cercando in giro”, scriveva in un post datato al 3 giugno. E continua: “Ho il sospetto che questo potrebbe essere il punto in cui decide se è in grado di nutrirsi di luce, oppure il corpo continua a consumarsi in cerca di sostentamento”.

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Anche se la donna non si identifica esplicitamente come tale, il suo “credo” ricorda molto da vicino l'ideologia della setta Yogi, i cui adepti si fanno chiamare "Breatharians", e sostengono di sopravvivere solo grazie alla luce solare e all'aria, anche se i meno estremisti di loro si concedono saltuariamente un po' d'acqua. Uno dei leader del movimento, una donna australiana di nome Ellen Greve, che ora ama farsi chiamare "Jasmuheen," afferma di aver smesso di mangiare nel 1993.

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Alcuni luminari a stelle e strisce hanno però in più occasioni fatto sapere che la donna potrebbe essere responsabile della morte di diverse persone che si sono affidate alle sue “teorie pseuoscientifiche”. Secondo il Globalist Seattle, infatti, almeno quattro persone sarebbero decedute nel tentativo di "nutrirsi di luce", ultima, in ordine di tempo, una donna svizzera nel gennaio 2011.

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