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SLA/ Roma, malati e disabili in presidio davanti al ministero dell'Economia

Pubblicazione:mercoledì 12 giugno 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

I malati di Sla sono tornati questa mattina in piazza a Roma, ancora una volta davanti al ministero dell’Economia, per protestare e per chiedere "sostegno economico e libertà di cure”. Attraverso il presidio, organizzato dal “Comitato 16 novembre” e a cui hanno aderito disabili gravi e gravissimi, viene chiesto lo sblocco e la ripartizione alle Regioni dei 275 milioni previsti dalla legge di stabilità 2012 per la non autosufficienza. I fondi, stanziati nel novembre scorso, non sono considerati sufficienti: "Sono pochi, in tutto 275 milioni di euro – ha spiegato Mariangela Lamanna, vice presidente del Comitato che organizza la protesta - , mentre nel 2008 erano due miliardi e mezzo. Per fare un buon piano a sostegno dei pazienti e delle loro famiglie ci vorrebbe almeno 1 miliardo e 650 mila euro". Il piano messo al punto dal Comitato per assicurare ai malati adeguati livelli di assistenza, inoltre, “potrebbe creare posti di lavoro e dare la possibilità ai malati di essere curati a casa. Dalle residenze sanitarie si potrebbero risparmiare 750 milioni di euro l'anno. Oggi ogni paziente che si trova in uno stato critico e viene ospitato nelle strutture dedicate costa al Servizio sanitario nazionale circa 70.000 euro l'anno. Curandolo a casa si spenderebbero 20.000 euro". Oggi in piazza sarà presente anche l'associazione Luca Coscioni: "Saremo davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze insieme ai disabili e alle loro famiglie per esprimere loro la nostra solidarietà”, hanno scritto in una nota congiunta Filomena Gallo e Maria Antonietta Farina Coscioni, rispettivamente segretario e presidente dell’Associazione. “Il 31 dicembre 2012 sarebbe dovuto essere emanato, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano il decreto sui LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e il 31 maggio 2013 sono scaduti i termini per l’aggiornamento del Nomenclatore tariffario: nulla è stato fatto per i malati, presi ripetutamente in giro da un Governo indifferente e burocratizzato”.



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