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NO SLOT/ Il vero patto con la mafia? Quello dello Stato "biscazziere"

Oggi è il giorno del Blogging day #No Slot. Una giornata in cui su blog e social network si concentra l’attenzione sul problema del gioco d’azzardo patologico. LORENZO ALVARO

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Oggi è il giorno del Blogging day #No Slot. Ovvero una giornata in cui su blog e social network si concentra l’attenzione sul problema, sempre più attuale, del gioco d’azzardo patologico.

Ad animare la proposta ci sono i promotori, come lo psicologo Simone Feder, il blog Donne Viola e la blogger Sabrina Ancarola. A sponsorizzare l’evento c’è anche il magazine Vita, da sempre in prima linea con la campagna no slot.

Il tema è spinoso e attuale. Tutto nasce a Pavia. La capitale italiana dell’azzardo legalizzato. Capitale però che non ci sta ad avere questa maglia nera e si ribella. Il culmine si tocca con i due cortei del 10 e del 18 maggio. Anima è la Casa del Giovane di Pavia che si trova a fronteggiare un aumento esponenziale delle dipendenze da gioco. Insieme a loro sfilano le scuole, le associazioni, la Chiesa (ci sarà anche il vescovo Giovanni Giudici), le istituzioni locali e i cittadini. Ma questo non serve a scoraggiare As.Tro e Sistema Gioco Italia, i canali di Confindustria che raccolgono e rappresentano le aziende e le concessionarie del gioco, dal presentare un esporto alla procura. «Si tratta di una manifestazione violenta ed eversiva», sarà la motivazione. Hanno paura. 

Sì perché l’azzardo legalizzato è un grave problema sociale, ma principalmente è un business molto redditizio. Il primo politico ad accorgersene è Lorenzo Basso in giunta nella Regione Liguria (il suo sito riporta tutti i numeri del fenomeno) Come? Lavorando alla legge regionale antimafia. Azzardo e mafia sono legati a doppio filo (lo testimonia anche il fondatore e per undici anni direttore del Gat, il Gruppo anticrimine tecnologico della Guardia di Finanza, Umberto Rapetto) perché le slot machine sono facili da truccare e difficili da controllare. Sono perfette per il riciclaggio. Più sono meglio è. Così Basso prima fa una legge regionale, la n. 17 del 2012, con cui dà potere ai sindaci dei comuni, gli unici a poter affrontare di petto il problema: fino ad allora nelle controversie il Tar, in assenza di regolazione nazionale, doveva dare ragione ai commercianti e non agli enti locali.

Basso oggi è alla Camera dei deputati e sta lavorando alla legge no slot. Una legge agile e a costo zero. L’hanno sottoscritta tutti i partiti tranne il Pdl.