BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NOZZE GAY / Primo sindaco obiettore si rifiuta di unire in matrimonio due uomini

Pubblicazione:giovedì 13 giugno 2013

Il sindaco obiettore Jean-Michel COlo Il sindaco obiettore Jean-Michel COlo

“Io ho una coscienza e un cuore, non posso sposare due persone omosessuali. La legge Taubira è illegittima, usurpa il termine matrimonio, e io non posso applicarla”: ecco le parole di Jean-Michel Colo, 60 anni, sindaco di Arcangues, paesino di 3mila abitanti situato nel sud-ovest della Francia. È stato in questo modo che l'uomo, da 31 anni primo cittadino, ha respinto la richiesta di Jean-Michel Martin, 55, e Guy Martineau-Espel, 53, due uomini che fanno coppia da 16 anni e che da dieci vivono ad Arcangues. I due sono già uniti da un Pacs, ma desiderano diventare ufficialmente “marito e marito” seguendo le orme di Vincent Autin, 40, e Bruno Boileau, 30, prima coppia gay a sposarsi dopo l'entrata in vigore, in Francia, della legge che legalizza le unioni tra persone dello stesso sesso equiparandole a quelle tra marito e moglie. Colo è il primo sindaco a fare obiezione di coscienza contro al legge voluta da Hollande, appellandosi a una clausola di coscienza citata dallo stesso Presidente, e lo stesso hanno fatto i sei assistenti comunali che avrebbero potuto essere delegati al suo posto a celebrare le nozze di Martin ed Espel. Ma sono già tanti quelli che si sono schierati al suo fianco, dal momento che l'uomo rischia gravi ripercussioni con pene fino a fino a cinque anni di reclusione, 75mila euro di multa e la sospensione dalle funzioni: la prefettura ha infatti ribadito che “il diritto al matrimonio non ammette deroghe” e il ministro degli Interni Manuel Valls ha affermato che “le leggi si applicano per tutti e non è accettabile la più piccola infrazione dell’uguaglianza. Gli eletti che non rispettano le leggi della Repubblica rischiano di andare incontro a sanzioni importanti”. Dal canto loro, i due aspiranti sposi hanno minacciato di sporgere denuncia, dopo aver provato invano a rivolgersi a un comune vicino (cosa che la legge francese non consente), e in segno di protesta hanno rimandato le loro tessere elettorali al ministero della Giustizia, minacciando di non aver intenzione di pagare più le tasse. Un gesto che ha puntato tutti i riflettori sulla vicenda, suscitando lo sdegno dei militanti Lgbt e dei benpensati, nonostante i due fidanzati, già uniti da Pacs, sostengano di voler convolare a nozze unicamente per coronare il loro amore e non come gesto di militanza politica. 



© Riproduzione Riservata.