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PAPA FRANCESCO/ L'uomo non si sostituisca a Dio: l'omelia in piazza San Pietro

Una omelia dedicata alla difesa della vita, e al vero Dio vivente contro gli idoli passeggeri che vogliono sostituire l'umo a Dio. Le parole del Papa di oggi domenica 16 giugno

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Il Papa ha celebrato la messa domenicale di oggi in piazza San Pietro ricordando l'enciclica Evangelium vitae di Papa Giovani Paolo II. L'occasione gli ha permesso di parlare pienamente del tema della difesa della vita. Erano presenti in piazza migliaia di aderenti ad associazioni e movimenti pro vita, compresi i promotori della raccolta di firme "Uno di noi" contro la distruzione degli embrioni. Nell'omelia Bergoglio ha dunque sottolineato come il tentativo da parte dell'uomo di affermare se stesso "chiudendosi nel proprio egoismo e mettendosi al posto di Dio, finisce per seminare  morte". Invece i Comandamenti ci insegnano a dire un grande sì alla vita: "Sono la strada per una vita veramente libera: non sono un inno al "no": non devi fare questo, non devi fare quest'altro... ma sono un inno al "sì" a Dio, all'amore, alla vita". Il papa ha poi detto come il cristiano è sì un uomo spirituale ma questo non vuol dire che viva nelle nuvole e nella fantasia fuori della realtà. "Il cristiano è una persona che pensa e agisce nella vita quotidiana secondo Dio... Chi si lascia condurre dallo Spirito Santo è realista, ed è anche fecondo, la sua vita genera vita attorno a sé" ha detto. Punto centrale dell'omelia è stato il richiamo al rispetto della vita in tutte le sue forme: "L’uomo non sceglie la vita, non accoglie il “Vangelo della vita”, ma si lascia guidare da ideologie e logiche che mettono ostacoli alla vita, che non la rispettano, perché sono dettate dall’egoismo, dall’interesse, dal profitto, dal potere, dal piacere e non dall’amore, dalla ricerca del bene dell’altro. È questa la costante illusione di voler costruire la città dell’uomo senza Dio, senza la vita e l’amore di Dio" ha detto. Si pensa così di arrivare alla libertà ma il risultato è che al Dio vivente vengono sostituiti idoli passeggeri, "che offrono l’ebbrezza di un momento di libertà, ma che alla fine sono portatori di nuove schiavitù e di morte". Ha poi concluso: "Diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo; in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà, e mai delude".

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