BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

PERDONO?/ Caro papà di Luca, basta Facebook: ora la tua speranza è la libertà di tua moglie

InfoPhoto InfoPhoto

Non dico affatto che sia automatico dare risposte: ci hanno insegnato che le regole cioè la Legge, e la sua minuta osservanza, non dà per niente la felicità, né tocca il cuore. È una sfida, ma è da uomini avere il coraggio di affrontarla, diritti, sguardo avanti, anche se affranto. Perché? Non vedremo più il piccolo Luca? Saremo segnati per sempre dalla colpa? O ci si può perdonare, perché qualcuno ci perdona e ci accoglie? Qualcuno che può abbracciare e custodire anche la piccola vita di un bimbo di tre anni. Sicuro di stare col suo papà. 

Papà che usa facebook anche per un  altro gesto, straziante nella sua disarmante umanità. Scrivere alla moglie. Come, su facebook? Ma uno vorrebbe attaccare i manifesti per strada, convocare una conferenza stampa, far volare striscioni dagli aerei, per sentirsi dire ti perdono, ti amo. Per convincersene, per esserne certo, lo scrive lui al mondo, aspettando che lei lo dica. Cosa resta al papà di Luca, se non la speranza, appunto, che la moglie possa consolarlo e continuare a volergli bene? Ce la può fare, da solo? E così scrive che la moglie, che conosce da ragazza, gli è ancora vicino, nonostante tutto, e perdonarlo sarà la sua più grande prova d’amore. 

Io te lo auguro, papà di Luca. Lo auguro a lei e a te, che possiate camminare insieme, non per chiudervi tra voi e passar sopra a quel che è capitato, ma per aiutarvi insieme a dargli una ragione. A scoprirvi piccoli e mendicanti di una tenerezza che vi liberi dal rimorso. Me lo auguro, papà di Luca, ma so che può non essere così. È possibile che tua moglie non si dia pace, che il tempo non lenisca, ma aumenti il dolore, e col dolore il rancore. Potrebbe succedere, la libertà degli uomini è un mistero, tocca metterla in conto. Guai se così non fosse. Amare tua moglie è amare anche la sua libertà, la sua debolezza, le sue lacrime incredule, le sue nostalgie, i rimpianti.  Papà di Luca, lei è tutto, ma non è abbastanza per darti pace. Lei è tutto, ma potresti perdere anche lei. Che non è tua, come non lo era, non lo è, il piccolo Luca. Chi amiamo ci è affidato, per il tempo stabilito da un destino buono. Dobbiamo crederlo, o tutta la vita è morte e disperazione.. 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
19/06/2013 - Il dolore (luisella martin)

Il dolore non si trasforma mai in rancore! E' invece il rimorso a trasformarsi,quando marcisce, in rancore; lo insegna Don Matteo in una delle sue istruttive puntate. Il papà di Luca non riuscirà a provare un vero dolore, fino a che non perdonerà a sé stesso la sua colpa. Non lo aiuterà nemmeno il perdono della moglie che, al contrario, potrebbe acuire il divario tra loro e quindi la sua disperazione. Credo che solo lui sappia quale sia la sua colpa, il peccato che ha dimenticato nascosto nell'anima. Dio non toglie mai la vita, però qualche volta permette che i nostri errori provochino una tragedia; ma in quel permettere, in quella "distrazione" di Dio é nascosto sempre un bene, per la vittima e per il colpevole. Qualche volta capiamo i disegni della Provvidenza subito, qualche volta non riusciamo a capirli: é un mistero! Se a volte non capiamo il perché del dolore che proviamo, meditando la Via Crucis riusciamo a capire però un po' del dolore di Dio; é questo che ci permette di perdonare a noi stessi!