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PAPA FRANCESCO/ Perché Dio non chiude mai la porta all'uomo?

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È bastato che Davide riconoscesse: “Ho peccato contro il Signore!”, per ottenerne il perdono. Dio è misericordioso, lento all’ira e pronto al perdono, ma per questo è  necessario che l’uomo riconosca i suoi limiti, i suoi errori e le sue colpe. 

È la domanda incalzante che Francesco ci pone fin dagli inizi del suo pontificato: “Che immagine abbiamo di Dio? Forse ci appare come un giudice severo, come qualcuno che limita la nostra libertà di vivere. Ma tutta la Scrittura ci ricorda che Dio è il Vivente, colui che dona la vita e indica la via della vita piena. Colui che porta la vita, di fronte a tante opere di morte, di fronte al peccato, all’egoismo, alla chiusura in se stessi. Gesù accoglie, ama, solleva, incoraggia, perdona e dona nuovamente la forza di camminare, ridona vita”. È il cuore stesso del rapporto tra l’uomo e Dio: tra la fragilità dell’uomo e la misericordia di Dio; tra il rischio dell’uomo che è incapace di perdonare se stesso e per questo dubita del perdono di Dio, mentre Dio non dice mai di no e resta in paziente attesa del ritorno dell’uomo, come fa il Padre del Figliol prodigo, che tutti i giorni saliva sulla torre per scrutare l’orizzonte e sperare nel ritorno del figlio. La vita è anche e soprattutto perdono, come ben sanno le madri che tante volte tornano a generare i propri figli, perdonando, accogliendo e ricominciando...  

Non a caso nel passaggio successivo del suo discorso il Papa si concentra sulla donna, mettendo insieme la sua fragilità e la sua  magnanimità, il suo vissuto di peccatrice e la potenza del suo amore per il Signore: È l’esperienza della donna che unge con profumo i piedi del Signore: si sente compresa, amata, e risponde con un gesto di amore, si lascia toccare dalla misericordia di Dio e ottiene il perdono, inizia una nuova vita. 

La vita si genera solo nell’amore e nel perdono, ed è dall’amore e dal perdono che ci si sente costantemente rigenerati: è questa l’instancabile lezione di Papa Bergoglio, che si ostina con infinita pazienza a ricordarci come Dio sia sempre e solo il Dio della misericordia, perché un amore che non sappia perdonare non è amore e perché tutti noi abbiamo un infinito bisogno di saperci perdonati, e proprio per questo abbiamo bisogno di imparare a perdonare, senza mai dire basta!, senza rinchiuderci in noi stessi e nel circuito soffocante del nostro rancore e dei nostri inutili e amari desideri di rivalsa e di vendetta. 


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