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PAPA FRANCESCO/ Perché Dio non chiude mai la porta all'uomo?

Pubblicazione:martedì 18 giugno 2013

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È breve l’omelia di Francesco, come sempre! Anche quando le sue parole si pongono al centro e alla radice delle aspirazioni piú profonde dell’uomo, di ogni uomo. Il desiderio quasi assoluto di libertà, l’insaziabile sete di amore che ci accompagna in ogni istante, il valore della vita come dono e come compito e la ricerca di verità che ci spinge a cercare il senso delle cose, obbligandoci a misurarci anche con i nostri errori e le loro conseguenze.  

C’è tutto questo e molto di piú nelle parole con cui Francesco ci invita a ringraziare il Signore per il dono della vita e nello stesso tempo ci sollecita ad annunciare il Vangelo della Vita. Libertà e Amore, Vita e Dono di sé, diventano la bussola che può cambiare il nostro modo di orientarci in un mondo sempre più confuso, abitato da falsi idoli e dal nostro stesso egoismo, un mondo violento e senza Dio. “Il Dio Vivente ci fa liberi! Diciamo sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo; in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà, e mai delude, a Dio che è il Vivente e il Misericordioso”. 

Queste parole creano un effetto di paradosso: come quando chiudiamo gli occhi davanti al sole che ci acceca con la sua luce, perché va oltre la nostra capacità di vedere e di capire. Francesco ci ricorda che è Dio il fondamento della nostra libertà e della nostra capacità di amare, che Lui è sempre Dio della vita e non della morte. Mentre Quando l’uomo vuole affermare se stesso, chiudendosi nel proprio egoismo e mettendosi al posto di Dio, finisce per seminare morte!” Il Papa nella sua catechesi domenicale si attiene rigorosamente ai brani della liturgia del giorno e per questo si sofferma sul racconto dell’adulterio del re Davide. “L’egoismo porta alla menzogna, con cui si cerca di ingannare se stessi e il prossimo. Ma Dio non si può ingannare”. Francesco nella sua omelia non parla esplicitamente del valore del matrimonio e della fedeltà coniugale; ma mostra gli effetti devastanti dell’infedeltà, che crea un cumulo di bugie e di menzogne nel vano tentativo di giustificarsi e di autoassolversi. 

L’amore negato giunge perfino a negare la vita, aggiumgendo colpa a colpa in un circuito di morte che sorprende per la scarna lucidità con cui la Sacra Scrittura lo racconta e Francesco lo riassume. Ma non è certo questa la fine della storia, perché ancora una volta “Il Dio misericordioso che vuole la vita e sempre ci perdona, lo perdona, gli ridona vita; il profeta gli dice: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai»”. 


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